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MAI DIRE MAI, la prima volta di Willie Peyote al Festival di Sanremo

  

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Rapper poliedrico, classe 85, famoso per il suo essere dissacrante ma sempre con quel pizzico di ironia che non guasta, WILLIE PEYOTE sale per la prima volta sul palco dell’ Ariston del 71 ° Festival di Sanremo con il brano MAI DIRE MAI (LA LOCURA). E non a caso decide di farlo in un anno particolarmente faticoso per tutto il mondo della cultura e del settore musicale.

“L’unico palco che suona quest’anno è quello di Sanremo, quindi se si ha qualcosa da dire ha senso farlo li”

E naturalmente Willie per rimanere coerente con se stesso fino alla fine non sceglie la tipica canzone d’amore. O forse si. Pur sempre d’ amore si parla, ma di un amore diverso, quello per il proprio Paese se vogliamo leggerlo sotto una chiave diversa. Il tutto naturalmente in chiave satirica.
Questa è l’Italia del futuro: un paese di musichette mentre fuori c’è la morte” Inizio più azzeccato non poteva trovarlo. Con un esplicito riferimento al monologo della Locura tratto dalla serie televisiva Boris, Willie Peyote lancia un messaggio forte e chiaro. Come viviamo oggi la musica, lo spettacolo, lo sport? Abbiamo sempre più fretta di consumare, ma questo come si riflette sul mondo della cultura? Soprattutto in un Paese come il nostro dove ci riempiamo la bocca di tante belle parole, gli equilibri che regolano il rapporto con la cultura diventano sempre più fragili e precari, e la pandemia lo ha semplicemente portato ancora più a galla.

“Anche in pandemia “the show must go on” quindi si gioca lo stesso anche con gli stadi vuoti, teatri chiusi e concerti annullati ma con gli streaming e i talent show la giostra continua a girare”.

Spiega lo stesso Willie a proposito della canzone in gara.
Quindi avere un personaggio che funziona è più importante che avere talento, avere il consenso è più importante che avere un programma, far parlare di sé è più importante che avere qualcosa da dire?
Mai dire mai (la locura) finisce per racchiudere il pensiero critico del giovane rapper torinese e ne sottolinea le capacità artistiche e creative. Insomma una specie di grillo parlante in un contesto dove nessuno se lo aspetta, un pò come Ricky Gervais, all’apertura dei Golden Globe.
Una riflessione urgente su come non sia realmente possibile continuare a vivere in un mondo dove la situazione è grave ma non abbastanza seria per essere presa in considerazione.
Sicuramente non è possibile rivoluzionare il mondo con le canzoni ma creare un pensiero critico ed innescare una discussione su certi temi legati ad un aspetto profondamente culturale di condivisione, è sicuramente il tentativo più giusto ed efficace di cambiamento. Se ci aprissimo di più al confronto, cambiamo noi e di conseguenza cambia il mondo.

Ponendosi al di là degli stereotipi a cui l’industria musicale di oggi ci ha abituato, Willie Peyote ce l’ha nei confronti di quella      critica che va a mantare di genio ed avanguardismo qualcosa che tecnicamente non lo è.
Il punto è che non sempre è necessario inventarsi qualcosa, un artista non scrive le canzoni per farsi dire che è un pionieristico. Insomma in un certo senso si tende a “personalizzare” il proprio cantante preferito, a rinchiuderlo in una specie di gabbia dorata dove l’esigenza di dare un nome alle cose cresce sempre di più. E si sa che le etichette sono pericolose. Una volta non ci si preoccupava del fatto che l’ artista del cuore cambiasse, ma vinceva la curiosità di vedere dove ci avrebbe portato lui.
Con Mai dire mai (la locura) Willie Peyote vuole essere trasversale, dall’ intellettuale snob al coatto che parla alla pancia perché tutti in fondo siamo parte dello stesso problema e la satira, proprio come afferma lo stesso rapper, funziona soprattutto quando si mettono in discussione le cose che piacciono.

Cresciuto con sonorità rap, punk e rock, Wille Peyote traduce il suo background culturale in un linguaggio ironico ed intelligente. Proprio come Anderson Paak, di cui Willie apprezza il suo essere rapper ma anche grande cantante soul e batterista che suona live la batteria cantando, proprio come un ibrido che non vuole lasciare fuori parti di se, Willie Peyote crea canzoni di un certo spessore grazie anche al linguaggio istrionico e tagliente che contraddistingue la sua musica.

Durante la 71 edizione del Festival di Sanremo, per la serata di giovedì 4 marzo dedicata alla Canzone d’Autore WILLIE PEYOTE, sarà accompagnato da Samuele Bersani.
Mi ha fatto questa regalo, sono più emozionato per avere Samuele Bersani vicino che non per il festival in sè. insieme ad altri mi ha insegnato a scrivere in un certo modo e la sua capacità di essere leggero e profondo contemporaneamente è sempre stato un obiettivo per me.
Inutile dire che le aspettative sono alte, due numeri uno sullo stesso palco e Giudizi Universali che è, senza tante altre parole, un capolavoro della musica italiana.

Mai dire mai (la locura) sarà disponibile in tutti gli store digitali e in un’ esclusiva versione 45 giri, un vinile 7’’ colorato che conterrà da una parte il brano sanremese e sul lato B il precedente inedito “La Depressione è un periodo dell’anno”, subito dopo essere stata presentata al Festival di Sanremo.

 

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