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Dalla Bibbia all’ordine mondiale

Malazeta non è un nome a caso: è il ricordo di una giovane ebrea vittima dei nazisti, citata dallo scrittore Primo Levi nel capolavoro “Se questo è un uomo”. Un gruppo che sceglie di chiamarsi così si impegna a priori, e di fatto l’esordio del 2007 con “Dio Era Tra Noi” conferma l’indirizzo socio-politico della propria musica.

Quattro anni dopo è tramite l’immagine dei burattinai che Michele Segala e compagni optano per il ritorno sulla scena. Atmosfere impregnate di verità sul mondo circostante, senza false luci che mettano in risalto la casta che manipola l’umanità; un rock alternativo crudo e fitto di concettualismi, figlio dell’ispirazione tratta da “Il lato oscuro del nuovo ordine mondiale” di Marcello Pamio.

Un disco difficile da ascoltare se ci si ferma alla superficie.

Se l’idea di farsi influenzare dai libri è ottima, quella di essere forzatamente di nicchia e chiusi in se stessi fa cadere un po’ la struttura erta. Non pretendiamo il cedimento al mainstream, ma di band indipendenti che fanno questo tipo di musica ce ne sono.
Ad ogni modo, l’artwork curato e la presenza dei testi nel libretto sono un punto in più per il lavoro.

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