Home > Recensioni > Malerba: DerivAcustica
  • Malerba: DerivAcustica

    Autoprodotto / none

    Data di uscita: 09-12-2017

    Loudvision:
    Lettori:

Correlati

Che i Malerba fossero provvisti di carte buone da giocare in questo nostro sgangherato panorama musicale italiano “underground” era cosa piuttosto nota già dall’aprile del 2015, quando questi due ragazzotti di Bologna (Valeriano Bruni ed Eros Gandolfi) rilasciavano sul mercato il loro primo disco “autoprodotto” dal titolo “La Deriva Dei Sogni”. Una prima sperimentazione che, in un certo senso, ha restituito a questo duo rock una certa visibilità e allargato il giro degli estimatori, grazie anche ad una consistente tournée di presentazione ed alcuni cambiamenti nella formazione (con  una sezione ritmica impreziosita dalla presenza di Jamir Gandolfi al basso e Gianluca Vitali alla batteria). Il sunto di quest’ultima “avventura” durata 2 anni potrebbe essere ravvisabile in questo semplice, ma gradevole EP pubblicato il 9 dicembre 2017 (gratuitamente sulle principali piattaforme musicali, fra cui Spotify, Itunes e GooglePlay), dal titolo “La DerivAcustica” (interamente autoprodotto e masterizzato dal Creative Mastering di Forlì).

Come da “intestazione” appena espressa, il lavoro non è altro che una piccola rivisitazione in chiave acustica di alcuni brani estrapolati dal precedente LP, fra i quali troviamo “L’Orizzonte Degli Eventi”“Francine”“Ignoro Che Tolleri Odio Che Giudichi” e “Tra Le Pagine”, a cui va ad aggiungersi l’inedito “I Tempi In Cui Eravamo Liberi”. Muovendosi fra elementi poetici profondamente ricercati e arrangiamenti di pregevole fattura, “La DerivAcustica” restituisce all’ascoltatore un’esperienza pura e piacevole, degna di una serata intima tra amici passata a condividere le chiacchiere, le bevute, le risate e la musica “buona”.

Pro

Contro

Scroll To Top