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  • Malerba: La Deriva dei Sogni

    Autoprodotto / none

    Data di uscita: 24-04-2015

    Loudvision:
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Apprezzo il tentativo di produrre un disco in proprio perché questi sono davvero tempi difficili per la musica, quindi a priori bisogna fare i complimenti alla band bolognese, Malerba per questo disco che è la loro prima sperimentazione in studio. L’album dal titolo “La Deriva Dei Sogni” è uscito il 24 aprile 2015.
Che dire!? In linea generale è un disco difficile da ascoltare, nel senso che ha qualcosa di strano nel Mastering, infatti sembra tutto molto compresso e schiacciato a livello sonoro, e questo affatica l’ascoltatore; la voce cantata e la base musicale sembrano a volte scollate tra di loro, la linea tematica generale dei testi è variegata e a volte banale, gli arrangiamenti adolescenziali.
Il disco apre con “Francine” e “Dove crescono i fiori del male” le quali hanno una loro identità – nonostante le tematiche inflazionate.  Tralasciando il terzo brano, che è in sintesi una base di strumenti all’unisono e un testo mordace, arriviamo a “Sunshine” che si presenta come una Ballad ben fatta e calibrata con una voce femminile che si alterna a quella principale. Poi passiamo al “Blues della cassa integrazione“, che fondamentalmente si può sintetizzare in “chi non lavora non fa l’amore”, per approdare ad un inutile “Ricordando te (fingere di essere felici)”, un brano orchestrato (se così si può dire) fondamentalmente all’unisono e quindi vuoto e insipido.

Finalmente succede qualcosa: “Merilyn” una classicissima canzone con quattro accordi che serve da base ad un testo che racconta qualcosa che sicuramente non spicca di originalità, ma che rinvigorisce un po’ il tutto. Il resto del disco oscilla tra brani un po’ d’amore, un po’ adolescenziali, un po’ esistenziali, ma che non esaltano nè per testi nè per arrangiamenti nè per suoni. Peccato!
Insomma, questo disco si doveva fare perché è importante che la musica si esprima e si confronti con il mondo, ma ha parecchi margini di miglioramento perché sembra dimenticare che musica e letteratura sono due discipline diverse e che per farle sposare ci vogliono lima, scalpello, ma sopratutto perizia da entrambe le parti. Tempo al tempo! Ottima la copertina.

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