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Malika Ayane in concerto al Teatro Golden di Palermo, report live e scaletta

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Trovare il proprio suono è l’obiettivo di tutti gli artisti. Malika Ayane c’è certamente riuscita, prima con Naif, poi con Domino, ultimo disco in studio pubblicato il 21 settembre 2018. In un’insolita giornata fredda, giovedì 24 gennaio le porte del Teatro Golden di Palermo si sono aperte per ospitare proprio il “Domino Tour”, fortunata serie di concerti proposta in altre città in chiave doppia (teatrale e club).

Gli spazi del capoluogo siciliano, e della Sicilia in generale, non hanno concesso per problemi strutturali alla cantante di Milano la possibilità di proporre la seconda versione del live, indubbiamente più interessante, lasciando comunque il privilegio di assistere a un concerto dall’impostazione classica.
Dieci minuti dopo le 21:00 le luci si spengono e l’originale musica di sottofondo, un tappeto sonoro elettronico contrassegnato da alcuni frammenti vocali di “Dimentica domani”, si abbassa. Si apre il sipario sulle note di “Stracciabudella”: i musicisti non si vedono, sono coperti da una grande struttura. Malika si trova sopra di questa, in body nero, giacca nera e stivali. Un inizio non particolarmente teatrale, sembra più di stare al Mediolanum Forum. L’artista resterà in alto per altri tre brani (“Questioni di forma”, “Cose che ho capito di me”, “Tempesta”) per poi calarsi con la corda, da grande diva (in modo deliziosamente goffo), sul palco, scomparendo successivamente dietro le quinte per il primo cambio di abito.

La band accenna le melodie di “Blue Bird”, la struttura finalmente si scopre nella sua bellezza. I cinque musicisti Daniele Di Gregorio (percussioni e Marimba), Jacopo Bertacco (chitarre), Carlo Gaudiello (electric piano e synth), Marco Mariniello (basso e contrabbasso elettrico) e Nico Lippolis (batteria) sono posizionati uno accanto all’altro all’interno di cinque rispettivi cubi che creano un bellissimo gioco di luci. Malika rientra sul palcoscenico, stavolta in abito lungo rosso. Dopo il primo dei due brani in inglese della serata, appunto “Blue Bird”, è il turno di “Sogni tra i capelli”, “Non usciamo” e “E se poi”, presentata in modo divertente (“Ora una canzone con cui non ho vinto Sanremo”). La band lavora bene, si adatta perfettamente sulla voce di Malika e soprattutto suona tutto dal vivo, senza sequenze. Aspetto da non sottovalutare. Proprio questo paradossalmente rende leggermente diversa la resa sonora di alcuni brani concepiti in forma elettronica. Il vero colpo di classe della formazione è comunque il maestro Daniele Di Gregorio che, con la Marimba, fornisce nuove chiavi di interpretazione e sfumature nuove ai brani.

“Per abitudine” inaugura un nuovo cambio d’abito, stavolta Malika si presenta al pubblico palermitano con pantaloni e giacca bianca con degli inserti pendenti. Il pubblico, che ha sempre sostenuto e applaudito la cantante dall’inizio, inizia finalmente a lasciarsi andare, complici anche le scelte di scaletta come “Senza fare sul serio”, il singolo “Quanto dura un’ora” e “Ricomincio da qui” che ottengono applausi incessanti che si interrompono esclusivamente quando una sedia viene posizionata sul lato destro del palcoscenico e l’artista riappare nuovamente con nuove vesti, gonna lunga bianca e giacca nera, dando inizio al momento più toccante dell’intero concerto, ovvero l’esecuzione della bellissima “Un giorno in più”, cantata con una delicatezza da vendere. Al meraviglioso brano contenuto nel repack di “Grovigli” segue “Nodi”, cantata in modo egregio e caratterizzata da dei vocalizzi finali che fanno esaltare il pubblico.

Ieri passeggiavo per il centro di Catania e mi sono ricordata di un mio concerto a inizio carriera fatto a Marina di Modica, eravamo in ventisei, me compresa. Grazie per essere qui così numerosi“. Con queste parole Malika introduce “Controvento”, brano inserito nel suo disco d’esordio dal titolo omonimo, seguono “Something is Changing” e “Neve Casomai”. Su un bellissimo assolo di Marimba l’artista esce nuovamente da palco, ricomparendo da dietro le quinte con una giacca costellata da paillettes. “Le canzoni tristi sono finite, ora ci si diverte“. E allora ecco che la cantante snocciola i brani con maggior tiro “Blu” e “Tre cose” e il pezzo d’esordio “Feeling Better”. Su “Vestito di domenica” e la conturbante “Imprendibile” si chiude il sipario che si riaprirà, su grandissima richiesta del pubblico, con il classico brano di repertorio aspettato da tutti “Come foglie”, concludendo definitivamente il concerto.

Due ore di pura musica suonata al meglio, iniziate però, forse, in maniera un po’ straniante. L’inizio infatti da Grande Show è risultato un po’ slegato con il resto del concerto di stampo classico, gradevolissimo ed emozionante, che conferma Malika Ayane una delle artiste italiane più a fuoco degli ultimi anni, in cui ha marchiato a fuoco con il passare del tempo il suo suono, rendendo unico, personale, speciale.

Riportiamo sotto la scaletta del concerto:

STRACCIABUDELLA

QUESTIONI DI FORMA

COSE CHE HO CAPITO DI ME

TEMPESTA

BLUE BIRD

SOGNI TRA I CAPELLI

NON USCIAMO

E SE POI

PER ABITUDINE

SENZA FARE SUL SERIO

QUANTO DURA UN’ORA

DIMENTICA DOMANI

RICOMINCIO DA QUI

KNOBODY NOKWS

IL GIORNO IN PIÙ

NODI

CONTROVENTO

SOMETHING IS CHANGING

NEVE CASOMAI

BLU

3 COSE

FEELING BETTER

VESTITO DI DOMENICA

IMPRENDIBILE

ADESSO E QUI

_____________

COME FOGLIE

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