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Contro il furto di futuro

I Mallory Switch sono per ¾ umani e per ¼ androide, causa musa-cyborg al seguito. La loro missione è smuovere le coscienze rispetto alle brutalità perpetrate ai danni dell’ambiente, ereditato dai padri e in prestito dai nostri figli.

Per combattere il furto di futuro, la band torinese utilizza gli abiti del nemico: i suoni dell’industria e le sonorità meccaniche. I rumori metallici si insinuano nell’ossatura rock, l’elettronica conferisce il tocco acido, riempie l’orecchio e rende giustizia alla definizione che i Nostri danno del loro fare: rock elettromeccanico. Un po’ Garbage, un po’ NIN, ma senza eccessi nei richiami, perché hanno uno stile personale e immediatezza nell’approccio. Special guest Beans, che, nel brano “The Last Man On Earth”, insinua l’hip-pop nelle viscere industrial.

Spigolosi nell’aspetto, racchiudono in un involucro metallico la sensibilità del messaggio. L’unione di rock, rumori meccanici ed elettronica è correttamente bilanciata, l’orpello è presente quando è giusto che ci sia, nessun elemento satura o sovrasta l’insieme, in una dinamica sempre equilibrata. Il sound è, quindi, scevro di zavorre, al contrario armonico e di agevole assimilazione.

Pro

Contro

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