Home > Recensioni > Mandragora Scream: Volturna

Vampiri nell’ombra

I Mandragora Scream sono lucchesi e propongono un gothic a tinte dark e notturne talmente forti da rendere arduo avanzare paragoni con altri gruppi. Difficile è pure non cogliere il pesante accento italiano nella pronuncia inglese dei testi, ma è quasi solo un dettaglio.

“Volturna” è infarcito di elementi elettronici e il tessuto principale è costituito dalle voci alternate femminile-maschile, con la seconda a scendere spesso nel growl. Basso e batteria sono relegati ad una funzione puramente ritmica e anche sulla chitarra l’orecchio cade in pochi brani. Ogni elemento del disco mira a fare atmosfera ed il risultato, in questo senso, è buono. L’album non è certo adatto ad ogni momento della giornata, ma non serve chiudersi in una stanza buia con solo un cero acceso per apprezzare l’aria fredda e dispensatrice di inquietudine che gocciola dalle quindici tracce qui in esame. Molto efficace allo scopo è l’uso della tastiera che fa le veci del clavicembalo.

I cinque toscani ci propongono un disco che tutti saranno in grado di ascoltare, ma che solo coloro che hanno il gusto del dark, del romanticamente decadente, della fantasia al servizio dei sogni oscuri, potranno apprezzare fino in fondo.

“Volturna” è un buon album di gothic tendente un po’ più all’anima metal che a quella elettronica del genere e questo è quanto. Le melodie e parte delle voci sono il suo punto di forza, certi limiti compositivi il suo tallone d’Achille.

Pro

Contro

Scroll To Top