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  • Mannarino: Apriti Cielo

    Universal Music / none

    Data di uscita: 13-01-2017

    Loudvision:
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Esce il 13 gennaio 2017 “Apriti cielo”, il nuovo album di Alessandro Mannarino, che arriva a distanza di oltre due anni da “Al Monte”, album lanciato dall’omonimo singolo che rivela una scelta audace che rivela uno spessore poetico e musicale elevato, ciò non può che creare alte aspettative sul resto dell’album. E noi questo dubbio ce lo siamo voluti togliere e lo abbiamo ascoltato in anteprima per voi lettori.

Mannarino, il “menestrello nostrano”, da buon romano ha una grande eredità di “ciansunier” da osteria da cui attingere, ed esattamente come i suoi predecessori anche Alessandro racconta la vita reale, senza populismi o demagogie.

Apriti Cielo”, il singolo in rotazione radiofonica dal 25 novembre, è senza dubbio la migliore canzone che Mannarino abbia scritto durante la sua carriera, il tema è spigoloso e cadere nell’ovvietà era davvero semplice, ma il risultato è tutt’altro che scontato.

“Apriti mare e lasciali passare che non hanno fatto niente di male. C’è un cartello appeso in mezzo al cielo. Se vuoi vivere alla grande devi stare con l’impero. Ma una ragazza un giorno mi ha spiegato che il mare ha tante onde e non finisce all’orizzonte”, chiaramente dedicato al tema dell’immigrazione, in un periodo storico di chiusura, di guerre dietro l’angolo e di paura dello straniero, questo testo ci ricorda che si emigra alla ricerca di una vita migliore, tema urlato anche nella canzone successiva “Arca di Noè” con la frase “più breve questa vita mia sarà e più forte canterò”. “E venne un tempo che questo paese fu di un solo colore”, ironizza nella canzone “La Frontiera” in cui sottolinea che la diversità si appiana di fronte alla morte “con la pelle di un altro colore mischiammo le vene,trovati, battuti e portati su un campo di neve, e cadendo la pelle sembrò dello stesso colore”.
Descritto così sembra un inno ad uniformare le diversità, che già di per sé delineare un grande album, ma non va dimenticato che Alessandro è un ciansunier d’amore, e la dedica questa volta la fa al suo grande amore “Roma” con l’omonima canzone, di cui senza ipocrisia ne canta l’omertà “ma come sei finita Amor all’incontrario? Voglio brindare con la cicuta a sta città che resta muta! Tu che rimani, strilla più forte”.

E speriamo che l’urlo di Mannarino riecheggi forte e lontano.

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