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  • Manowar: Battle Hymns MMXI

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Monalise in 3D

“Battle Hymns” è stato un capolavoro passato inosservato, a quanto pare, solo agli stessi Manowar. Che, resisene conto ed ingranata la marcia indietro al 1982, lo hanno lustrato a nuovo, risuonandolo per intero. La solita macchina macinasoldi del business newyokese. Che forse così spera di battere cassa più di quanto avrebbe fatto con una ri-produzione dell’originale.

La povertà a volte ha una sua poesia. E, in questo caso, si chiamava Ross The Boss e Orson Welles. E poi c’era quel suono ruvido, grezzo e l’acuto di Eric Adams, oggi decisamente più basso di qualche tonalità.

L’album perde aggressività e guadagna in geometria. Rinuncia al terriccio di strada in favore della limpidezza.
Solo che, continuando così, i Manowar non potranno più dirsi paladini del metal “true”.

Certamente un lavoro di grande restyiling. Così come sarebbe poetica la Monalisa in 3D!
Il kitsch è tipicamente americano. Del resto, cosa possiamo aspettarci da un popolo che mangia la bistecca texana con le patatine in busta?
Del resto, non cadiamo in facili criminalizzazioni: se i Manowar avessero registrato l’album dal vivo, non sarebbe stata la stessa cosa, cioè un riarrangiamento di alcuni classici?

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Contro

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