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HAIL AND KILL!

Guerrieri e bandiere sembrano essere il trademark dei Manowar di fine anni ’80, così come celebra la band nel distruttivo finale “Blood Of The Kings”, oltre che nell’evidente copertina. “Kings Of Metal” è forse il disco più conosciuto degli “omonimi” autori e certamente il più bilanciato per un semplice approccio all’heavy metal più classico e potente. Poco da dire sulla presa degli anthem “Wheels Of Fire” e “Kings Of Metal”, veri e propri inni alla vita on the road di cui i Manowar si fanno alfieri. Qualche dubbio invece sorge osservando l’ampio utilizzo di tastiere, strumento precedentemente scansato senza ritegno, con cui il chitarrista Ross The Boss costruisce intere canzoni, spesso congiunzioni di melodie di piano/organo con cori imponenti, presenti anche nella meticcia “Kingdom Come”, incrocio tra la musica da strada e la ballata. Impeccabile sopra a tutto ciò è il solo Eric Adams, cantante e voce sempre più maturi, le cui urla sono seconde soltanto a quelle dell’ineguagliabile David DeFeis.
A seguire “Hail And Kill” e la già citata “Blood Of The Kings” sono due pezzi estremamente aggressivi, perfetta giunzione di cattiveria e potenza, irrefrenabile esplosione di virilità, insomma, principalmente ciò per cui questo disco ha un gran valore. Nota a margine per la favola guerresca “The Warriors Prayer”, pregevole idea premiata in seguito anche sul versante live.

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