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March, march, great swordmaster

Niente sold-out e bagarini scontenti fuori dall’Alcatraz di Milano. Niente coda per entrare, poco interesse per i venditori abusivi di magliette.

Ma quanto tempo era che il popolo più meridionale d’Europa non aveva la possibilità di vedere i Rhapsody Of Fire? Da quando non erano ancora “Of Fire”, né pensavano di diventarlo, a occhio e croce. Bei tempi quelli.
La band che apre le ostilità, i Visions Of Atlantis, scalda le prime file con un power metal canonico a due voci, maschile e femminile. Presenza scenica così così, ma l’impegno è più che discreto. Lavorano per quarantacinque minuti circa, presentando diversi estratti della quarta fatica in studio, “Delta”. Da approfondire nel salotto di casa propria, avendone il tempo.

Ma, qualche minuto per compilare l’assegno per avere una birra, scoccano le nove e un quarto. Giù le luci, nell’aria si diffondono le note di “Dar-Kunor”, intro del disco del 2006, “Triumph Or Agony”. La band si mostra al pubblico. Finalmente! Nel corso del concerto sarà lo stesso Fabio Lione a rimarcare più volte la soddisfazione per il superamento di tanti anni passati, a forza, lontano dai palchi italiani. Spazio alla musica. Non viene fuori una compilation dei sedici anni di carriera del gruppo, ma solo per questione di tempo. Durante le esecuzioni, che spaziano dai regni delle tastiere come “Village Of Dwarves” e “The March Of The Swordmaster”, fino alla più innovativa “Reign Of Terror” e a un paio di lenti in lingua nostrana, i singoli musicisti fanno un figurone. Ovviamente sugli scudi è Lione: la voce adatta a cantare “Emerald Sword” sembra non averlo abbandonato neanche per un momento. Encomi per Patrice Guers, il bassista, sicuro e baldanzoso al suo strumento.

Ma tutti sono da applausi. Ispira fiducia guardare Turilli, col solito codino, suonare sorridendo. Staropoli in secondo piano è il solito tessitore di epiche melodie, marchio di fabbrica dei Rhapsody. Dietro le pelli, Holzwarth macina doppio pedale senza soluzione di continuità.

Bravi ragazzi, una sola data non può bastare. Ancora tra noi.

Dar-Kunor (Intro)
Triumph or Agony
Knightrider of Doom
The Village of Dwarves
Sea of Fate
Guardiani Del Destino
Land of Immortals
On The Way To Ainor
Tharos Holy Rage (Drum Solo)
Dawn of Victory
Lamento Eroico
Holy Thunderforce
Dark Prophecy (Bass Solo)
Unholy Warcry
The March of the Swordmaster
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Reign of Terror
Emerald Sword

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