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Marco Carta: Finalmente in tour, continua così la “forza sua”

Trionfatore di “Amici” nel 2008 e vincitore di Sanremo l’anno dopo, Marco Carta, talento partorito dalla terra sarda, persevera la sua determinazione e forza di volontà nel portare avanti i suoi sogni. In vista del prossimo tour che avrà inizio il 14 maggio a Milano e continuerà il 17 maggio a Roma lo abbiamo intervistato telefonicamente prima delle prove.

Cosa ti aspetti dai prossimi concerti a Milano e a Roma e cosa si devono aspettare i tuoi fans?
Mi aspetto tanta gioia, drink, no scherzo (ride), volevo dire sprint. È da due anni che aspetto questo momento. Io penso di poter gioire tanto e soprattutto di far gioire le persone che verranno a vederlo. Se gioiscono loro, c’è un scambio di emozioni e gioisco io di conseguenza.

Come e quando è iniziato il tuo amore per la musica? E quando si è rafforzato?
Non ricordo bene quando è nato perché ero piccolo, verso i 6-7 anni. Era un qualcosa più forte di me. I miei mi dicono che cantavo sempre. Ho cominciato da piccolo e poi ho proseguito per farlo diventare un progetto di vita. Nel senso che quando mi chiedevano che cosa volessi fare da grande io rispondevo o il biologo o il cantante, ma forse più il cantante. Questo mio desiderio si è rafforzato durante l’adolescenza.

Cinque anni dopo la tua vittoria ad amici. Come ti senti?

Mi sento un uomo di 28 anni. Mi sento molto maturato, consapevole e più responsabile. Prima prendevo le cose in maniera più leggera, ora devo pensarci bene prima di prendere una decisione.

In cosa ti ha cambiato l’esperienza ad “Amici”?
Mi ha cambiato sicuramente la vita in positivo, ha realizzato i miei sogni. Mi ha dato tanta felicità, tanta gioia. Sicuramente questo mestiere mi ha dato anche tanta sofferenza a volte, perché devi accettare di essere sottoposto a qualsiasi tipo di critica sia positiva che negativa. Molte volte la gente ti dice “hai voluto la bicicletta, ora pedala”. Non è poi così sbagliato, ma non è neanche così giusto, perché è facile essere giudicati ed essere esposti 24 ore su 24. Però tirando le somme non tornerei mai indietro perché amo fare il mio mestiere.

In che rapporti sei con gli altri “Amici” di Maria?
In rapporti perfetti. Con qualcuno sono più legato, con altri c’è una semplice conoscenza, però essendo comunque dei professionisti, è giusto che ci sia un rapporto civile tra di noi, ma penso anche sincero.

Il tuo successo, come confermato dagli ultimi riconoscimenti, è soprattutto tra i più giovani. C’è un messaggio che vuoi lanciare a loro attraverso le tue canzoni?
Io non ho una canzone che suggerisce di continuare a insistere. Lo dico a parole mie. Perché ciò che dico alle persone che oggi vorrebbero fare questo mestiere è solo una: se tu vuoi ce la fai. Se veramente insisti ce la fai perché la forza di volontà attrae le cose ed è inevitabile. È un mio parere ovviamente e ne sono sicuro. Il mondo intero si potrà schierare per dirti di no, ma prima o poi tu farai qualcosa di buono perché la gente cambi idea. Io ho fatto il provino ad “Amici” per 5 anni. Non mi è mai saltato per la testa di arrendermi neanche un minuto. Penso che non bisogna mai arrendersi nella vita, mai.

[PAGEBREAK] Nel panorama dei giovani cantanti italiani, c’è qualcuno che, secondo te, ha la possibilità di avere un grande successo?
Questo non lo so. Posso dire che il panorama dei giovani italiani è ricco di persone brave che io stimo. Però il pubblico è imprevedibile e regisce non solo in base alle canzoni, ma a quello che tu fai nella vita, a come ti comporti e a quanto ci credi, come dicevo prima. Non posso prevedere il successo di una persona, questo io non lo so.

Questa domenica in occasione della festa della mamma canterai “Ti Voglio Bene” a “Domenica In”. Che valore ha per te questa canzone?
Ha una valore molto grande, come penso immagini. È dedicata a mia madre e l’ho fatto in un momento in cui ho raggiunto una maturità tale, una assimilazione tale da poter dire “Ecco la dedica l’ho fatta e la condivido con il mondo intero”. Perché penso che vivere un lutto così grande così presto sia stato difficile per me da metabolizzare perché c’è stata l’adolescenza di mezzo, c’è la fase in cui diventi un uomo, però forse con delle mancanze. Infatti nella canzone c’è una strofa che dice “e si diventa grandi, c’è da sentirsi grandi”, perché è vero. Io mi sento adulto ma perché ho qualcosa in meno, qualcosa mi è sfuggito. La vita mi ha tolto qualcosa, da una parte mi ha rafforzato, mi ha dato tante altre cose, mi ha dato una marcia in più perché me la sono cavata sempre da solo rispetto ai miei coetanei. Però qualcosa me l’ha tolta, piano piano si recupera nel tempo, è come una riabilitazione.

Nella canzone “Mi Hai Guardato Per Caso” parli di un sentimento d’amore misto alla paura. Come vivi questo dualismo nella tua vita?
È difficile. Nel senso che ognuno di noi potrebbe essere la persona più buona di questo mondo, quando entra in ballo il sentimento penso che queste sicurezze possano sgretolarsi come polistirolo. Quando tieni tanto a una persona e hai paura di perderla o provi un’amore così grande, anche solo il pensiero di non essere corrisposto ti lacera l’anima e sgretola tutte le tue sicurezze in mezzo secondo. Questo dualismo non è facile da vivere e non è facile da affrontare, indubbiamente. Infatti, in “Mi Hai Guardato Per Caso”, ho cercato di spiegare anche le paure di poter non essere corrisposto.

“Necessità Lunatica” è un titolo evocativo, puoi spiegarci meglio questo concetto?
Assolutamente si. La canzone parla di una donna un po’ particolare. Talmente bella che potrebbe avere tutti gli uomini di questo mondo e con un semplice gesto, anche per strada, potrebbe conquistare qualsiasi uomo con qualsiasi sguardo o ammiccamento. Quindi la necessità lunatica di questa donna nella canzone vuol far capire la sua forza. Potere continuamente cambiare e prendersi gioco di chiunque voglia in un secondo. La sua necessità lunatica è cambiare giocattolo ogni due per tre fondamentalmente.

Che tipo di emozioni hai provato quando hai duettato con Laura Pausini?
Duettare con Laura Pausini sicuramente è stata una delle emozioni più grandi della mia vita. Perché non solo è un’artista potentissima, una dei cantanti più famosi del mondo, ma anche una mia grande amica. È stata veramente una grande emozione, tra l’altro avevo vinto anche Sanremo da pochissimo e io mi sentivo veramente piccolo così al suo fianco. Lei è stata una grande perché mi ha dato tanta fiducia, tanta sicurezza e lei sapeva benissimo che io ci tenevo tanto a questa cosa.

Qual è il legame con la tua terra?
È un legame molto forte. Tutti i sardi hanno un legame forte con la propria terra. Penso gli isolani in generale. Io mi sento sardo dalla punta dell’alluce fino alla punta del capello più lungo. Sono molto molto legato.

“Scelgo Me” è una canzone che parla di una scelta di fronte a una storia ormai finita. Ma pensi davvero che sia la scelta giusta oppure è un’opera di auto convincimento?
No, è la scelta giusta. Non si può vivere per amare. Si deve anche vivere per essere amati.

Da ammirare la forza e il coraggio di Marco Carta da sempre appassionato dalla musica con la quale ha un legame quasi ombelicale. I suoi successi non sono mai stati un traguardo ma un punto di partenza che l’ha spronato ad andare avanti, senza mai fermarsi, oppure, come direbbe lui, “pedalando”. In bocca al lupo Marco!

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