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Marco Carta: Sincerità lunatica

In attesa dell’arrivo in tutti i negozi del suo nuovo lavoro, “Necessità Lunatica”, abbiamo incontrato Marco Carta negli uffici della Warner Music, dove ci ha raccontato cos’ha combinato in questi ultimi due anni e cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo album.

Perché hai scelto come titolo del disco “Necessità Lunatica”?
Il titolo ha un significato diverso dalla title track perché, a differenza del brano, sta ad indicare la necessità lunatica di Marco, quindi tutte le mie varie necessità in diversi momenti con un po’ del romanticismo che mi appartiene.

In “Ti Voglio Bene” parli di una tematica importante come la perdita di tua madre, la musica ha un po’ una funzione terapeutica? Ti aiuta a tirare fuori le tue emozioni?
La musica per me è stata terapeutica sin da quando ero bambino. Per ognuno di noi è terapeutico ciò che si ama fare. “Ti Voglio Bene” è la canzone a cui tengo di più nel disco proprio perché parla della mia storia. Ho avuto bisogno di tempo per tirarlo fuori, anche se già lo sapevano tutti, ma con la maturità mi sono sentito pronto per parlare di questa storia molto breve che c’è stata con mia madre.

L’idea della canzone su tua madre ti è venuta perché lei se n’è andata all’età che tu hai ora, 26 anni?
No perché lei si è ammalata a 26 anni ma è morta due anni dopo. Tante volte ho sentito il bisogno di averla vicina e ho pensato che fare una canzone per lei fosse un modo per soddisfare questo desiderio.

Hai deciso di attraversare questo tema non facile del tuo rapporto con la morte di un genitore. Non è un gesto semplice dare in pasto alla popolarità un tema così profondamente nelle radici della tua esistenza. E allo stesso modo annoverarlo in un repertorio che bene o male ripeterai più volte dal vivo. Come senti che sarà esporlo in pubblico?
Ho aspettato per evitare di sentirmi in difficoltà. Evidentemente all’inizio non ero pronto, adesso la vivo serenamente anche se so che mi capiterà di cantarla per tutta la vita.

In realtà però tu un omaggio a tua mamma l’avevi già fatto con “Ti rincontrerò”

Si, però era meno esplicito, dicevo solo tu sai che un giorno io ti rincontrerò e basta. Non c’erano riferimenti espliciti, in fondo potevo anche parlare di altro, potremo anche rincontrarci noi l’anno prossimo per una nuova intervista! Quella era una dedica, questo è un omaggio, qualcosa di molto più forte

Posso permettermi di chiederti se avresti preferito che avesse visto Sanremo o Amici?
Sono entrambi due bei momenti, non ti saprei dire! Sono entrambi talmente importanti per me.

Ti ha aiutato anche la pausa che ti sei preso?

Certo! Mi ha aiutato tantissimo perché rimanere ad ascoltare il silenzio fa bene, è necessario ascoltare se stessi. A me era successo tutto troppo in fretta! Sono come un motore diesel: non amo i cambiamenti troppo veloci, sono un po’ lento, anche la mattina!

Ma tutta questa introspezione dipende da una delusione?

Beh se rileggiamo qualche intervista di due anni fa emerge quanto fossi provato dal peso di questo cambiamento veloce che c’era stato nella mia vita. Adesso sono molto rilassato. Ho imparato ad apprezzare il bello che la vita può dare e togliere in un secondo, quindi io prendo tutto quello che c’è!

Dici inoltre che non ti è congeniale immedesimarti nelle vite altrui. Questa è stata un po’ la malattia del pop e il suo suonare insincero e superficiale a volte: parlare di temi cari ad altri o al pubblico ma che non necessariamente fanno parte del vissuto di chi le canta. Al di là della tua esperienza che cosa pensi riguardo alle tematiche che dovrebbe toccare la produzione di un artista?
Secondo me può anche non essere qualcosa di vissuto ma basta che abbia attinenza con te stesso. “Necessità Lunatica” non è una tematica che io ho affrontato nella mia vita ma parla di quest’uomo che soffre per la sua storia con una donna un po’ particolare e in qualche modo io me la sono sentita addosso. Penso che ogni interprete debba fare ciò che si sente a prescindere dal vissuto. Magari può essere anche una storia vissuta da un amico o un’amica perché magari è più facile calarsi nei loro panni.

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I testi sono quasi tutti scritti da Camba e Coro, già li conoscevi?
Io conosco Daniele e Federica molto bene, soprattutto Federica che è sarda come me. Ad esempio per “Ti Voglio Bene” ho dovuto parlare con Camba e raccontarle di quando ero bambino, di cosa mi ha insegnato mia madre, di come mi metteva a letto. Insomma gli ho raccontato la mia giornata tipo di quando avevo tra i sei e gli otto anni.

Quando ti cimenterai nella scrittura?

Io già ci ho provato! Ci sono artisti che vogliono farlo per forza, forse anche perché la scrittura porta un guadagno sui diritti d’autore. Io o non sono capace, o non sono pronto, ma probabilmente non sono capace! E non ho nessun problema a dirlo perché ognuno di noi ha dei limiti ed è possibile, anche se questo non vuol dire che smetterò di provare, che questo sia un mio limite. Lo accetto come miei altri limiti.

L’idea di tornare nuovamente ad Amici è una tua strategia o è un ragionamento che ti hanno proposto?
Maria ha voluto fare un format un po’ diverso, ci ha riuniti, ci ha spiegato cosa volesse fare e ci ha invitato a pensarci su. Io mi sono fiondato immediatamente perché a me queste cose piacciono molto, soddisfano la parte esibizionista e competitiva del mio carattere.

L’idea, invece, di uscire in contemporanea a questa nuova partecipazione?
Il disco era già stato programmato, non è stata una strategia perche se lo fosse stata l’avrei fatto uscire la settimana scorsa, non il 10 aprile!

Anche perché rischi di essere fuori…
Ti pare che io possa uscire? (ride, ndr) Potrebbe anche essere, tutti possiamo uscire. L’orchestra non vota per partito preso ma a seconda di come ha giudicato l’esibizione di quella sera mentre forse il voto di stampa e radio potrebbe essere condizionato dall’idea pregressa che loro hanno di ognuno di noi concorrenti. Io comunque sono lì anche per far capire che ho delle capacità e mi impegnerò al massimo per poterlo fare, anche se non è detto che ci riesca!

Prima sei stato tu ad aver avuto bisogno di Amici adesso è Amici ad aver bisogno di voi
?
No, non penso! Maria è una luminaria! Lei voleva fare qualcosa di diverso e quale cosa migliore poteva pensare?

Questa vittoria ai Kids’ Choice Awards 2012?

Non mi aspettavo di vincere contro Tiziano Ferro e Alessandra Amoroso. Sono felicissimo: sentire Will Smith che dice “The winner is Marco Carta” è molto emozionante.

Tra i concorrenti di Amici chi ti piace di più artisticamente e con chi hai più feeling?
Artisticamente apprezzo tantissimo Antonino Spadaccino e Annalisa Scarrone, a livello di feeling Annalisa.

La inviteresti a cena?

Ma è fidanzata!

Di tutte le situazioni amorose di cui parlano le tue canzoni, quale senti più vicino al tuo vissuto?

“Ti Sorriderò” che racconta di una bellissima storia d’amore. Nella canzone c’è quest’uomo che promette all’amata di vestirla da sposa, di costruire una casa solo per lei, insomma insomma le promette di trattarla come una regina. Scelgo questa perché vorrei avere una vita così felice… io ci credo! Quando vedi due anziani che camminano mano nella mano è bellissimo!

Che tipo di lavoro fai sulla voce?

In questo periodo ho studiato con Giuseppe Vessicchio, che mi ha anche dato degli esercizi di un foniatra perché chi ha un timbro molto rauco ha una voce un po’ più delicata. Devo fare questi esercizi da fare tutti i giorni, altri durante il riscaldamento e degli altri di mantenimento.

Più o meno quanto tempo ci dedichi?
Non dovrei dirlo ma ci sono giorni che non faccio niente perché decido di prendermeli liberi, però in genere prendono tra i 30 minuti e l’ora.

Quanto hai lavorato su questo disco? So anche che hai cambiato manager…
La lavorazione del disco è durata 11 mesi. Io non avevo un manager prima, adesso è Alfredo Cerruti, un bravissimo professionista e i fatti parlano per lui!

Nel primo disco duettavi con Luca Jurman, che ora è uscito da Amici, ti sei fatto un’opinione?
Luca ha deciso di intraprendere la sua strada, è felice di averlo fatto e io sono felice se lui è felice.

Che rapporto hai con Maria De Filippi?

Bellissimo! È una grande amica, è una persona che comunque c’è sempre per qualsiasi confronto o consiglio. Tutti dicono “una mamma”, io una mamma ce l’ho! Maria è una persona fondamentale nella mia vita ma una mamma è una parola veramente troppo grossa! Per me è una persona indispensabile e un’amica importantissima.

Durante la produzione del disco ti sei confrontato con lei?

Si, tantissimo! Lei ha assistito a tutte le fasi! E ha anche bocciato qualcosa che infatti non è nel disco, altri li abbiamo bocciati insieme!

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Quest’anno sarai in tour con Amici o solo per conto tuo?
Io non so neanche se Amici farà il tour quest’anno! Io farò il mio anche se le date le stiamo vedendo adesso.

L’anno scorso cosa successe in Sardegna? Ricordo che ci fu confusione…

C’è stata confusione e non so per quale motivo sono state dette cose che non sono mai accadute. Non ho capito ma guarda caso Max Pezzali ha avuto gli stessi miei problemi con lo stesso staff nello stesso posto.

A Pasqua lavori?
Ci sarà Amici sabato e poi lunedì dovrò essere di nuovo in sala prove, per un giorno non ce la faccio a tornare a casa. Preferisco usare la domenica per riposarmi, ormai sono 5 anni che non passo Pasqua a casa!

Che rapporto hai con la tua terra? Cosa hai lasciato?
Il paesaggio quando sto per atterrare è sempre bellissimo, è una cosa così diversa da tutti gli altri posti d’Italia, sembra di stare al Gran Canyon!

A livello vocale cosa vorresti ancora imparare?

Sono affamatissimo di miglioramento, quindi tutto: continuare migliorare in tutto quello che posso, anche se riconosco che a livello di timbro sono fortunato, la natura mi ha dato un aiutino. Tecnicamente si può sempre migliorare con l’esercizio e lo studio ma anche con l’ascolto, perché ascoltare tanti generi fa aprire la mente e dà versatilità.

Che ascolti stai facendo in questo periodo?

Niente, perché sto studiando quindi concentro le mie forze là, senza contare che ho appena finito di lavorare al disco, però ho avuto due anni e sono qui per dimostrare cos’ho fatto in questi due anni.

Cosa hai ascoltato in questi due anni?

Tanta musica americana, ho approfondito la Motown che già conoscevo, perché il genere black – soul è il genere da cui nasco, però è importante andare indietro per vedere come e perché è nato. Ho ascoltato anche musica elettronica, che non è proprio il mio genere. Insomma ho cercato di spaziare un po’.

James Morrison?

Ascoltarlo è un piacere! Lui è un grande! Non siamo in contatto, anche se c’è stata una collaborazione purtroppo non c’è stato modo di far nascere un’amicizia, magari in futuro…

Duetto che ti piacerebbe fare?

Lucio Battisti

E quello che più ti è piaciuto fin’ora?
Claudio Baglioni

Giochi ancora a calcio?

Ogni tanto vado in nazionale ma resto sempre una pippa! (ride, ndr)

E tifi Roma?

Diciamo che simpatizzo, ormai questa città la sento mia. Mi è capitato anche di andare allo stadio coi miei amici

Dici che nel nuovo disco vi è molto di autobiografico. Molte tue canzoni hanno come soggetto un personaggio femminile. Che ruolo ha la femminilità nella tua vita?
Le donne secondo me muovono il mondo! Sono cresciuto in una casa di donne lavoratrici. Il disco si rivolge sempre a una femminilità perché c’è sempre una donna alla quale io mi rivolgo.

Abbiamo uno dei migliori risultati di Amici di Maria De Filippi e che ora sta costruendo la sua carriera. Sfatiamo un falso mito? Le canzoni di Amici di Maria non sono tutte uguali anche se scritte sempre dagli stessi autori perché…
Io ho avuto autori diversi rispetto ad Emma e ad Alessandra perché ho avuto una produzione con Paolo Carta, mentre Emma e Alessandra no e il produttore conta tantissimo. Anche se gli autori sono gli stessi l’arrangiamento è determinato dal produttore. Inoltre io essendo maschietto ho una tonalità diversa, secondo me non sono tutte uguali.

Sabato hai vinto la sfida con Valerio Scanu decretandone l’eliminazione, almeno per il momento. Chi sarà il prossimo a uscire?
Guarda io ho questa dote: indovino sempre! Ho indovinato ogni anno il vincitore di Amici, però non lo dico altrimenti non si avvera!

Se non ci fosse stato Amici, saremo comunque qui a farci questa chiacchierata oppure…

Sinceramente no! La vedo difficile, avrei anche provato la tradizionale via delle demo ma tanto non li ascoltano perché gliene arrivano troppi.

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