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IO/NOI

«Marco Notari? Bella la copertina di questo disco».
«Carina la prima traccia. Un po’ Sigur Ròs. Anche Pertubazione».
«E ricorda la voce di Godano».

Questa la successione di pensieri al primo ascolto di “Io?” di Marco Notari, cantautore piemontese, alla ricerca della consacrazione definitiva col suo terzo album dopo l’enorme risconto ottenuto con “Babele” nel 2008.
I Perturbazione sono stati effettivamente presenti alla realizzazione di questo lavoro; Tommaso Cerasuolo si è infatti occupato dell’artwork e ha collaborato come seconda voce ne “Le Stelle Ci Cambieranno Pelle”. E tra i ringraziamenti compaiono un po’ tutti, Marlene Kuntz compresi.

Denso di citazioni, “Io?” si configura come un lavoro intimista sostenuto da una solida struttura musicale incentrata sui sintetizzatori e sul glockenspiel.

L’album diventa così la stanza dei giochi dell’anima dove siamo ammessi ad entrare; lì Marco Notari suona con scatole di cartone e risale il fiume della memoria dedicando una dolcissima ballata alla nonna scomparsa. Non mancano riferimenti alla nostra realtà quotidiana con “La Terra Senza L’Uomo” e “Hamsik”, tracce dal taglio più rock. Perseguire la strada di un pop elettronico impegnato è diventare oltremodo complicato. Marco Notari lo ha fatto in questo lavoro ergendo il cerchio a simbolo delle similarità delle nostre esistenze. Di somiglianze musicali forse c’è ne sono in abbondanza, ma questo non ci esime dal considerare “Io?” un buon lavoro.

Pro

Contro

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