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  • The Marigold: Kanaval, la recensione

    DeAmbula Records / Goodfellas

    Data di uscita: 16-12-2014

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“Kanaval” è il titolo dell’ultima fatica dei The Marigold, band fondata da un progetto di Marco Campitelli. Nel corso degli anni ha visto numerosi cambi di line-up, fino ad arrivare alla formazione attuale. Il nuovo disco arriva a distanza di sei anni dall’ultimo “Tajga”, viene pubblicato per l’etichetta DeAmbula Records ed il mix e il mastering sono curati da Toshi Kasai, musicista attivo in passato con i Melvins.

Quello che ascoltiamo è un vero e proprio viaggio sensoriale attraverso una giungla di suoni, beat ed emozioni. Sembra di rivivere quelle sensazioni che sono state descritte da Conrad nel libro “Cuore Di Tenebre” e nel film “Apocalypse Now”.

“Organ-Grinder” è una lenta discesa verso gli inferi, un viaggio lento tra synt, animali misteriosi ed una calma apparente. Più si scende verso quel fiume immaginato da Conrad, più il volume aumenta e i ritmi si fanno serrati. La voce di Marco è leggera e sognante, quasi ipnotica. 

Con “Sick Transit Gloria Mundi” siamo scesi nelle profondità più scure e non ci resta altro che ballare, fino a raggiungere l’occhio del ciclone e tirare finalmente un sospiro di sollievo.

Il viaggio termina con i nove minuti di “Demon Leech”, con una miscela di suoni oscuri e sensazioni dilatate, che conducono a riva quello che è rimasto di noi. Non è chiaro dove ci abbia portato questo viaggio, ma di sicuro ha contribuito a portare a galla qualcosa di noi che era sepolto nel profondo della nostra anima.

 

 

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Contro

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