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Marlene Kuntz: “Crisi o non crisi, bisogna sbattersi se vuoi una vita decente” [INTERVISTA]

Siete pronti per il rock? Siete pronti per i Marlene Kuntz?” E’ così che li annuncia Luca Barbarossa al Concerto del Primo Maggio 2016. Ma come si fa a non essere pronti? Cristiano Godano e compari erano una delle band più attese al Concertone, e noi stessi non vedevamo l’ora di scambiare qualche parola proprio in questa occasione. Come un tuono nel cielo di Piazza San Giovanni, lo spettacolo inizia con il nuovo brano “Sulla Strada Dei Ricordi“, per poi passare a “”Il genio (l’importanza di essere Oscar Wilde)“. La band, poi, avrebbe dovuto suonare “Nuotando Nell’Aria”, se non fosse stato per il “piccolo” errore di distrazione da parte dell’organizzazione, che ha lasciato un po’ di amaro in bocca ai fan presenti in piazza.

La nostra intervista..

 

Quanto è emozionante per voi suonare qui oggi?

Brrr. Questa è l’emozione.

Per noi musicisti si tratta di salire sul palco di fronte 150 -200 mila persone. In genere, noi siamo abituati a suonare davanti a mille, è un impatto importante.

E’ un sogno che si avvera più volte quello di suonare qui al Concerto del Primo Maggio.

E’ uscito un articolo su Repubblica che parlava della generazione degli anni ’80 che è quella più preparata, ma anche quella che sembra non possa avere un futuro a causa del crollo dell’occupazione giovanile. Considerando che la maggior parte della gente  che oggi è in piazza fa parte proprio di quell’annata, qual è il messaggio che voi artisti potete lanciare a questi giovani?

Crisi o non crisi, bisogna sbattersi se vuoi una vita decente per te stesso. Conviene accorgersene prima possibile, altrimenti dopo è troppo tardi per i ripensamenti. Il concetto del darsi da fare, vale a prescindere da come si sta. La vita è complicata. Io ho un figlio, sono molto consapevole del fatto che ci siano delle grosse difficoltà da questo punto di vista.

Provate a lottare per un mondo migliore. In fondo siete voi giovani a dover cercare anche di impiantare dei valori più radicati.

Il Concerto del Primo Maggio è ormai un immancabile appuntamento annuale. Quali sono ancora i suoi vantaggi?

Non so se l’ho mai saputo. Io vengo e partecipo a questa festa. Non credo al potere della musica di rivoluzionare la società. Non c’è riuscita negli anni ’60 quando c’erano delle forti idealizzazioni. Credo che la musica faccia star bene la gente, e questo è un contesto in cui si viene con la voglia di tenere a mente certi valori. Questo fa da collante, questo grande consenso di persone, e in più c’è la musica che le tiene unite.

I Marlene Kuntz sono onorati di far parte di questa dimensione musicale e di contribuire a una giornata rasserenante, positiva, costruttiva che ti permetta di volare via dalle contingenze almeno per un giorno. Ad ogni modo, le risoluzioni non arrivano dai musicisti.

Credi che questo mescolare troppo cultura e politica tolga un po’ di gusto e divertimento di partecipare a un concerto?

Nella mia musica non metto politica, però in una giornata forse questo problema non esiste.

In Italia è difficile vivere di musica, voi come fate?

Musicisti come me che riescono a vivere di musica si fanno “un culo così”. E’ un lavoro a tutti gli effetti, serve molta testa. Non funziona l’accoppiata sesso/droga e rock’n’roll. Se si sta insieme da tanto tempo è perché si sa cosa si sta facendo, e si produce. E’ un lavoro privilegiato, siamo svincolati dagli orari, non timbriamo cartellini ma, quando è il momento, magari stiamo 12 ore sul pezzo. Sono approcci diversi, però l’etica del lavoro la conosciamo molto bene. Siamo fortunati a fare il lavoro che ci piace fare nella vita, tanta gente non lo è.

Progetti futuri? Album?
Guarda non vorrei deluderti, ma non ne ho idea!

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