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Marlene Kuntz: La Donna, fra Eros ed Elegia.

Uscito il 27 Agosto scorso, “Nella Tua Luce”, è il nono album in studio dei Marlene Kuntz.
Casualità fortunata, la sera stessa il gruppo cuneese è impegnato in un concerto a Trescore (Bg), nell’ambito del Bum-Bum Festival.
È proprio lì che ho appuntamento con Cristiano Godano, front-man della band, per sapere in esclusiva le prime indiscrezioni sul disco.
Ecco quello che ci siamo detti nel corso di un’appassionante (ed appassionata) chiacchierata che ha toccato, oltre alla musica, la figura femminile, l’erotismo e la letteratura.

Ciao Cristiano, benvenuto su Loudvision! Innanzitutto complimenti per il vostro nuovo lavoro che ho avuto modo di ascoltare in streaming nei giorni scorsi.
Mi spieghi un po’ la genesi di “Nella Tua Luce”? Album che arriva a tre anni di distanza da…
… “Ricoveri Virtuali e Sexy Solitudini”. Ciao, per me è un piacere poterne parlare con voi. I nostri dischi arrivano più o meno tutti nello stesso modo da un po’ di tempo a questa parte, ossia prima abbiamo in testa un’idea musicale, che in seguito traduciamo in parole.
I testi li metto sempre dopo, chiaramente all’inizio non ho mai idea di cosa andrò a parlare, nasce tutto passo dopo passo. Non mi sono mai prefissato di fare un concept prima dell’elaborazione di un album. Mediamente, quando riesco a mettere ordine fra serie di tasselli che ho in mente, anche grazie all’arrivo di alcuni input, comincio a riflettere sulle sensazioni che mi evoca una certa melodia e allora inizio a scrivere. Poco alla volta chiarisco anche a me stesso cosa sta accadendo mentre scrivo.
Questa volta, mi è sembrato mentre componevo i pezzi, di raccontare la figura femminile da un punto di vista molto spirituale, rispetto a come me ne ero occupato in precedenza.

Ciò si sente particolarmente nella traccia omonima del disco, “Nella Tua Luce”. Se posso dirtelo, è una delle più belle del disco.
(ride ndr) Certo che puoi, anzi devi dirmelo! Mi fa molto piacere, sai.
Beh, esatto “Nella Tua Luce” tratta la dimensione elegiaca della donna, quella consolidata cioè da un punto di vista letterario…

Tipo una Laura per Petrarca…
O una Beatrice per Dante, certo. Una sorta di tramite fra l’Umano e il Trascendente. Questo però diciamo, è solo l’input che è arrivato a chiarire un po’ quello che volevo scrivere e che mi piace leggere come la prosecuzione del lavoro che già avevo fatto in “Musa”, la canzone di “Uno”. Dare rilievo alla figura femminile, quando è davvero importante per un uomo. Quando la Donna rappresenta, agli occhi maschili, una sorta di luogo di ristoro metaforico.

Quindi il vostro lavoro, prende le mosse da questa dimensione elegiaca.
Sì, da lì in avanti ci siamo resi conto che quello della Donna fosse il fil rouge dell’intero lavoro, per quanto poi ci siano testi che non hanno a che fare prettamente con la sfera femminile.

Ad esempio mi viene in mente “Giacomo Eremita”, un brano, per quanto mi è parso di capire, sulla vanagloria e sulla vanità in generale.
Sì, in questo caso il protagonista è un uomo e sì i temi sono quelli.
Però la peculiarità di “Nella Tua Luce”, è proprio l’assenza di carnalità nel trattare l’emisfero femminile.

Io mi ero scritta un scaletta in quattro tappe, usando quattro sostantivi, per descrivere un po’ il vostro lavoro: Donna, Dama, Musa, Musica. Ti ci ritrovi?
Sì, sì.

Me l’hai già spiegato, ma ti chiedo di approfondirmelo: la componente femminile quanto è determinante per i Marlene Kuntz e (secondo te) per la Musica in sé?
Beh sai, il tema della Donna nel rock ‘n’ roll, da quando il rock ‘n’ roll esiste, c’è.
Il rock nasce come un fenomeno giovanile trasgressivo, riconducendosi proprio agli inizi quando ha cominciato ad interfacciarsi con il mondo, prima di arrivare ad una dimensione planetaria, grazie a figure come Elvis Presley, chiamato non a caso The Pelvis, proprio per i muovimenti che erano tutti richiami sessuali ben precisi. La Donna è una presenza insostituibile nel rock.
Poi, per quanto mi riguarda, la sensualità a me piace e interessa, è fra le mie fascinazioni.
Credo che uno dei motivi per cui il rock abbia la sua importanza, ha proprio a che fare con questo aspetto. Quindi non tanto a livello compositivo (ci sono generi o forme evolute di rock che a quello standard fanno ‘un culo così’, come il jazz e il progressive), quanto a livello di immediatezza, di comunicazione del messaggio.
Poi tornando ancora al mio lavoro, c’è, oltre a questo aspetto dell’immediatezza dei contenuti, un interesse intellettuale, anzi cerebrale. Parlo della letteratura perché credo sia un diritto di chi scrive, rifarsi alle passioni artistiche che esulano da quella musicale.
[PAGEBREAK] Le tue parole mi rimandano, restando nell’ambito italiano, al lavoro di De André o di De Gregori
O di Guccini. Guccini scriveva dei libri bellissimi e pochi lo sanno.
Oppure nell’ambito straniero tutti sanno che Dylan e Cohen sono grandi compositori.
Io sono un fan di Nick Cave, che oltre ad essere ‘un animale sul palco’, scrive molto bene.
Queste sono le mie influenze.
Quando subentra questa componente è evidente che la donna viene descritta con più potenzialità, non soltanto perché è una figa, ma perché è affascinante sotto un punto di vista intrigante, più completo.
Come la differenza fra erotismo e pornografia: per un uomo il problema non si pone, si può benissimo masturbare davanti a un porno (ride ndr) e riesce a dividere il porno, da un’esperienza erotica, mentre l’erotismo è di vitale importanza per voi donne, perché vi permette di vivere ed esprimere completamente l’esperienza sessuale.

Ma noi donne, lo saprai meglio di me, abbiamo bisogno delle parole. E l’erotismo si alimenta anche con la parola.
Lo so molto bene. La vostra esperienza sessuale è molto più completa, tocca i cinque sensi, ed è per questo motivo che l’erotismo funziona. L’uomo è molto più becero, la sua sessualità è più basica, si alimenta della visione.
Io sono interessato ad entrambe le componenti. Ho scritto testi di una durezza maschile quasi esasperata e brani che coniugavano il sentire femminile. La mia è una ricerca continua, voglio padroneggiare entrambe le sfere.

Un lavoro molto completo il tuo. Volevo chiederti, c’è un brano del nuovo lavoro a cui sei più affezionato, o ti piace in toto?
Sicuramente, amiamo ogni pezzo che entra a far parte dei nostri dischi, poi ognuno ha le sue preferenze. Personalmente mi sento legato a “Osja, amore mio”, sono contento di averla scritta. Un brano che evoca una tipologia di coppie, dove il romanticismo emerge in modo particolarmente accentuato, che mi commuove, mi tocca molto.
Quando vedi i percorsi tormentati di queste coppie – penso Nabokov, o meglio ancora al poeta russo Mandel’stam, mandato a morire in un gulag -, non puoi che rimanere colpito.

Sì una fine comune a molti intellettuali russi, come ad esempio Majakovskij.
Sì, una fine purtroppo comune ai letterati russi. In Italia resiste ancora una folla di sostenitori della figura di Stalin, io penso che sia stato uno dei più grandi criminali della Storia.
Ho una grande passione per la letteratura russa, in questo momento sto leggendo “Fuga Da Bisanzio”, del poeta Iosif Brodskij, una raccolta di tanti suoi microsaggi, che delineano bene il clima all’epoca del regime. Tornando a “Osja” mi piace l’idea della Donna che per amore del suo compagno ne impara i versi a memoria, lo fa rivivere attraverso le parole. Un gesto che mi tocca e commuove profondamente.

Cambiando argomento, volevo chiederti cosa ne pensi delle nuove piattaforme per la diffusione e l’ascolto gratuito dei brani, tipo Deezer e Spotify, che accolgono anche il vostro nuovo lavoro. Le vedi come una potenzialità o come una sorta di furto? Sai la polemica di Thom Yorke e degli Atom For Peace…
Sì, ho sentito qualcosa, ma sinceramente non capisco. Yorke è stato il primo a vederle come una sorta di potenzialità, soprattutto per i giovani gruppi. Evidentemente qualcosa a livello di introiti non ha funzionato nemmeno per loro. Per quanto riguarda il mio caso, sono stato uno dei primi ad essere molto, molto incazzato. Detesto l’ipocrisia e odio i paraculismi, ero davvero infastidito da chi imputava il problema della crisi musicale, solo nella discografia (in special modo chi argomentava credendo la di avere la verità in tasca), dicendo che tanto la Musica esisterà sempre.
Beh, se finora ti sei alimentato di Musica, è proprio perché dei musicisti te ne hanno dato la possibilità.
È un’assurdità dire che la Musica esisterà a prescindere. I musicisti vivono un grave problema, vedendo sparire metà degli introiti e molte volte perdendo il lavoro.
Io non riesco a capire chi ancora crede che il musicista in Italia fa soldi. Il musicista italiano lavora duro per cercare di portare avanti ciò in cui crede.
[PAGEBREAK] Sì è una situazione assurda.
Già, io sono già avanti a queste polemiche. Il disco “Ricoveri Virtuali” mi ha portato alla fase finale della mia disillusione, un disco schietto e sincero che esprimeva bene il mio stato d’animo.
Toccando il fondo non si può che risalire, ed ecco che arriva “Nella Tua Luce”, un disco impregnato di positività ed energia.
Noi Marlene abbiamo deciso di superare qualsivoglia polemica su questa fase di crisi diffondendo il disco su queste piattaforme, perché tanto questo va fatto.

Al termine di questa lunga chiacchierata, Cristiano si congeda con un abbraccio, sorridendomi. Il sound-check lo chiama.
Mi ricorda, però, il desiderio di incontrare da vicino i fan, presentando al pubblico “Nella Tua Luce”, di alcuni show-case in giro per l’Italia.
Ma soprattutto, mi consegna le prime date del nuovo tour:

9 novembre MONCALIERI (TO), AUDIODROME CLUB

15 novembre TREZZO SULL’ADDA (MI), LIVE CLUB

16 novembre ROMA, STAZIONE BIRRA

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