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Mixato da Paolo Messere, il quarto album della band siciliana rispecchia un’anima spesso cupa e fosca, difficile da tastare con i sensi di cui l’uomo è provvisto.

Sulla falsa riga della canzone, l’indie rock si mescola al goth di altri tempi: The Cure e My Bloody Valentine sono i capostipiti a cui si fa riferimento, mescolati alle ricordanze di città quali New York e Chicago, l’una scelta per la “gioventù sonica”, la seconda per la “matematicità” dei ritmi.
Alla faccia della malinconia di cui è costituita la trama strumentale, le liriche si fanno poesie concettuali, criptiche per la maggior parte.
Il brano “In Fondo Alla Gola”, infine, vanta la collaborazione dell’attrice Angela Baraldi.

Un punto in più per l’umanità.

Le undici tracce compongono un quadro grigio e pessimistico, a tratti infranto dalla luce della positività, la quale è portata da brevi momenti di risollevamento armonico- dove, in pratica, da note minori si passa ad accordi in maggiore.

La chitarra si abbandona a riff dark, mentre il basso continua la propria linea accompagnato dalla batteria, finendo (in “2 Maggio”) per assomigliare un po’ agli Editors.

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