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    Marnie Stern

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Lavoro di percezione

La copertina dell’album raffigura una stanza ma è il titolo ad aprirci un mondo: Marnie Stern, e non osate porre il CD in un qualsiasi lettore prima di conoscere chi andrete ad ascoltare.

Giunta al terzo album, la bionda cantautrice americana, famosa soprattutto per l’uso/abuso di tapping e sperimentazione, sembra voler celare le proprie sensazioni più intime dietro il frastuono della sua arte. Non cambia registro musicale, ma introduce un nuovo metodo di scrittura più astratto e intimista, maturato dopo la scomparsa del compagno.

Nonostante tutto dimostra ancora una volta un gran carattere con un album che richiede soprattutto percezione, per non arrivare all’ultima traccia con una gran confusione in testa.

La copertina è il primo mezzo per immergersi nel mondo della Stern. La camera di una persona non è altro che il suo habitat naturale e racchiude la realtà di una vita. Sopra le quattro mura della quotidianità vi è un cielo stellato, simbolo dei sogni. Vi è poi un pensiero fisso rivolto al compagno scomparso. Da qui, l’arte diventa non solo sfogo ma anche l’inizio di un percorso di consapevolezza, come se la Stern parlasse a sé stessa e cercasse di prendere coscienza e acquisire fiducia, un modo come un altro per aprirsi al mondo e iniziare a far parlare di sé. Poi vi è il forte impatto con il sound dell’album, difficile ma non impossibile da penetrare. Davvero un’altra dimensione.

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Contro

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