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    Marydolls

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Il sapore della liquirizia ci è già noto

Le liquirizie cerebrali dei Marydolls sono in realtà una moltitudine, probabilmente fin troppo numerosa, di pezzi dedicati all’esplorazione dell’alternative rock italiano. L’ombra che sottende il lavoro dei bresciani, agevolata anche dalla collocazione geografica, è quella dei bergamaschi Verdena, autori di una derivazione grunge che i Marydolls citano fortemente, soprattutto in partenza di disco. L’ispirazione del power trio non è però univoca, non mancano infatti echi di altri pilastri del rock tricolore, come le citazioni dello stile vocale e delle rime di Piero Pelù in “Pezzo Intelligente”.

Con lo scorrere del disco, i tre (più violoncellista) giovani sembrano traslare maggiormente verso un crossover internazionale, che può ricordare i Korn in qualche impostazione atmosferica (“Gabbie”), ma il fattore energico messo in campo emerge comunque immutabile, tanto vibrante quanto prevedibile e derivativo, ingabbiato in molti dei cliché del nostro rock giovane post-Verdena. A forti dosi di energia e volontà, si contrappongono, quindi, una mancanza di personalità e un atteggiamento emulatorio che fanno dei Marydolls una mela ancora acerba per essere colta.

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