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Essenzialità tra punk, rock e metal

Attivi tra il 1976 ed il 1986, i Mass sono stati l’humus centro continentale – insieme ad Accept e Scorpions – sul quale avrebbe imperversato, di lì a poco, l’attacco della N.W.O.B.H.M. Essi sono anche la testimonianza di come l’hard rock, sporco, graffiato, al confine con il punk e il blues, si sia trasformato, mano mano, in heavy metal.

La formazione tedesca, senza mai aver conquistato il mercato internazionale, ha oggi rivitalizzato la produzione del quarto e quinto album, lavori nei quali si è concentrato il proprio manifesto sonoro.

Hard’n’Heavy classico, perché diversamente non poteva essere, basato su un sound essenziale, diretto, ma non sempre calibrato a dovere, fatto di riff di chitarra e di qualche giro di basso.

Poche idee e molta ripetitività. Ancora legato all’hard rock, “Angel Power” suona retrò più di quanto già non dovesse sembrare ai suoi tempi. Perché comunque, se anche ci proiettiamo all’epoca in cui uscì “Iron Maiden”, “Angel Power” doveva apparire particolarmente legato agli stereotipi di qualche lustro precedente. Sembra a volte di ascoltare uno degli esperimenti meno riusciti del primissimo Alice Cooper.

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