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Il primo classico

La formazione aveva ormai sette anni di anzianità e cinque album sul groppone. Era naturale un rinnovamento. Da un lato, infatti, la N.W.O.B.H.M. stava finalmente invadendo le stanze del sound germanico, dall’altro le prime sonorità epic metal cominciavano a fare moda.

Così, epurata dagli elementi blues e con residui hard rock alla AC/DC, la release è considerata unanimemente un classico della band di Jack Burniside. C’è un lato leggero di “Metal Fighter”, ancora intonso dalla pesantezza del futuro metal teutonico, che viene evidenziato dai refrain: sono questi, con la loro immediatezza e semplicità, a costituire l’elemento trascinante dell’album intero.

I due anni di riposo da “Swiss Connection” hanno fatto bene al songwriting. Se ancora la band mostra devozione a modelli diversi da sé stessa, c’è tuttavia maggiore personalizzazione. Che si manifesta innanzitutto con un gusto retro, che viaggia ancora con quattro/cinque anni di ritardo rispetto ai tempi.

Pro

Contro

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