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Massimiliano Cusumano: Island Tales, il nuovo album strumentale brano per brano

 

Un titolo che la dice lunghissima. Un lungo viaggio siciliano, perché il compositore e chitarrista Massimiliano Cusumano è da li che proviene. Ma ancora un mondo intero da incontrare e da scoprire tra le righe di questi 10 brani strumentali pubblicati dalla RadiciMusic che realizzano un gioco scenico e filologico assolutamente affascinante. Parliamo di “Island Tales” forse il primo vero disco di composizioni inedite per il nostro. Composizione che si contaminano di world e di pop, di strutture arabe e di forme main stream. Un lungo viaggio appunto per incontrare la nostra bella Italia e le sue rive a cui vediamo approdare africani e persiani, culture antiche e pezzi di futuro, dialoghi tra strumenti della tradizione e qualche incensiere mistico di elettronica. Un disco che ci rende piccoli nel volerlo raccontare e non possiamo far altro che invitarvi ad un ascolto attento ed emozionato. In rete il video di lancio del singolo che apre la tracklist dal titolo “Ballarò”: una bellissima sensazione di mercato rionale, girato a Palermo scritto da Walter Chiello e prodotto da Manfredi Simonetti. Ed anche questa è una gran bella visione…

Massimiliano Cusumano, “Island Tales” brano per brano

Ballarò

L’abbanniata, le voci del mercato di questo brano, rappresenta un esempio di origine e destinazione della melodia. Nasce dal popolo e rimane ad esso, uno sfondo che vuole accompagnare l’ascoltatore ad una introspezione che porti alla scoperta delle proprie contaminazioni.

Luna

Il brano suggerisce una riflessione notturna, un’inquietudine che si dipana nel dialogo tra sax e chitarra che alternano le loro voci, ora malinconiche ora dolci per giungere ad una conclusione che sembra aprire un nuovo interrogativo.

Tribal

Brano dall’andamento sincopato che conduce chiaramente ad altre culture e ad altre parti del mondo ma che a ben guardare non sono altro che le contaminazioni culturali che rendono la Sicilia ciò che è.

Preludio

Pochi secondi che ci spingono alla scoperta di una storia antica, un vero e proprio “c’era una volta” trasposto in musica, che lascia intravedere una narrazione complessa.

CUSUMANO COVERMarettimo

Ci giungono gli echi di una battaglia navale, uno scontro condotto all’ombra di un’isola che rimane spettatrice di una violenza che non le appartiene. Marettimo “isola sacra” continua ad essere rifugio e ristoro, parentesi di pace e quiete.

Father

Di sicuro la traccia più dolce e intima dell’album. Padre e figlio che guardano allo scorrere del tempo, alla vita trascorsa e si affacciano insieme verso un nuovo inizio in un ideale passaggio del testimone.

Hifda

Sax e chitarra si fronteggiano e si affrontano, a tratti si sfidano. Come in un dialogo con un amico ritrovato dopo lungo tempo, le posizioni opposte alla fine si ritrovano a coincidere.

Arabe

Pervade il brano una leggera malinconia che viene però smorzata da accenti di speranza che si aprono qui e là. Una riflessione amara sui tempi odierni che non si lascia incupire del tutto ma apre verso un orizzonte positivo.

Afrika

Con questo brano si chiude un cerchio ideale, il viaggio cominciato con le voci di Ballarò  ci fa approdare in una terra lontana dove sentiamo altre voci. Voci che parlano di appartenenza e di accoglienza, di legami con la propria terra e di radici che però consentono di potere trovare una casa anche altrove.

Minor Question

La nascita di un amore, un salto nel buio; un piccolo essere da custodire e far crescere. L’alternarsi di momenti di tenerezza e di dubbio, di ansie e di sogni ci raccontano la verità dell’amore.

 

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