Home > Recensioni > Massimo Volume: Aspettando I Barbari
  • Massimo Volume: Aspettando I Barbari

    Massimo Volume

    Loudvision:
    Lettori:

Correlati

Zone d’ombra

Il nuovo lavoro dei Massimo Volume arriva a distanza di tre anni da “Cattive Abitudini”, disco che ha segnato la reunion del gruppo bolognese.
È veramente difficile compiere un passo falso per Emidio Clementi&soci e, sì,”Aspettando I Barbari” è l’ennesima prova della loro bravura: un post-rock viscerale, venato di malinconia ed amarezza, impreziosito da testi – più simili a poesie che a mere parole accatastate in modo “artistico” – di struggente bellezza.
Stavolta ci troviamo spogliati da ogni certezza, dinnanzi alle nostre zone d’ombra.
I Massimo Volume sembrano raccontare “quel” qualcosa da cui tentiamo disperatamente di difenderci, forse, senza riuscirci.
Cosa ci rende davvero forti? Cosa ci fa sperare?
Domande che rimangono sospese, ascolto dopo ascolto.

Solo rimanendo in quello stato di sospensione, tanto caro a Clementi, si può cogliere questo disco nella sua interezza.
Storie spezzate (“Silvia Camagni”), il falso conforto delle mode (“Dio Delle Zecche”), mancanza di direzione (il singolo di lancio “La Cena”), parole che muoiono in gola, qualcosa che forse mai arriverà (“Aspettando I Barbari”).
Un disco inevitabile.
“Inevitabile” perché ci spoglia, già a partire dalla cover: un abbraccio disperato, ancorarsi alla salvezza.
Ancorarsi, ad una piccola, inutile, certezza.

Pro

Contro

Scroll To Top