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  • Mastercastle: The Phoenix

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Metalcommercial

Ogni decade di storia ripesca la moda dei trent’anni prima. Non è una regola di mercato, ma di fatto è così, né sappiamo per quale (tutt’altro che fantasiosa) ragione.
Gli anni ’80 sono stati rivitalizzati in discoteca, ma anche nel rock. I Mastercastle, per esempio: ennesima incursione della Lion Music in suolo italico, esperimento di Pier Gonnella che incontra la dotata voce dell’esordiente Giorgia Gueglio e la batteria di Alessandro Bissa.

Dicevamo “anni ’80″. C’è più di un momento in cui l’album, un metal melodico lineare alla ricerca della canzone, ci ricorda Lita Ford e il suo stiletto. Non parliamo infatti di gothic (l’accostamento ormai è immediato quando sono in ballo voci al femminile), ma di una “ultra powerfull” (e carina) lady dell’hard rock classico made in U.K.

In questa costruzione di motivetti banalizzati dalla leziosità melodica e dall’assenza di finezze stilistiche non v’è chi non possa divertirsi. Difatti, i refrain riescono a catalizzare l’orecchio e, in definitiva, a stamparsi in mente, complice anche una latente venatura power.
Ma non è un prodotto riservato a chi ha esigenze di eleganza e raffinatezza.

L’effetto è quello di un album allegro, da ascoltare in auto e in assenza di pensieri. Potremmo dire che siamo nell’ambito del “pop del metal”: niente che possa sollevare i vostri spiriti alla catarsi artistica. Un nuova trovata commerciale per chi ama la melodia, la peste per chi odia le cose semplici e scontate.

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Contro

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