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Masterplan: Il tempo del re

Dopo un’uscita discografica un po’ sottotono i Masterplan sono tornati con “Time To Be King”, quarto album per la band di Roland Grapow.
Grande novità di questo disco è il ritorno di Jorn Lande, ormai diventato uno dei cantanti più validi sulla scena metal internazionale.
Per saperne di più su questo ritorno e su questo nuovo album abbiamo intervistato per voi Roland Grapow, mente della band e chitarrista di riferimento per i seguaci del power metal teutonico.

Ciao Roland, dopo una lunga attesa è uscito il vostro nuovo album “Time To Be King”. Un anno fa sul vostro sito avevamo letto che l’uscita era prevista per l’autunno del 2009 poi abbiamo letto del ritorno di Jorn Lande e l’uscita è stata ulteriormente rimandata. Avete avuto un po’ di problemi ma alla fine ci siete riusciti.
Abbiamo avuto molte difficoltà con le tempistiche. Abbiamo iniziato a lavorare su quest’album diverso tempo fa ma, nonostante le pressioni della casa discografica, era impossibile farlo uscire a settembre. In particolare con questo lavoro non sapevamo proprio quando avremmo finito. Comunque devo dire che in parte è colpa mia perché seguo molte band e quindi il mio studio di registrazione era sempre occupato.

Alla fine siete soddisfatti di questa nuova uscita discografica?
Sì, sono molto felice di quest’album. Abbiamo voluto lavorarci senza fretta e senza pressioni. Non abbiamo pensato di creare qualcosa di particolare solo di continuare sulla strada che avevamo già tracciato. Io e Jorn abbiamo parlato molto prima del suo ritorno e abbiamo deciso di non porci vincoli sullo stile dei pezzi. Non velevamo comporre solo canzoni forti e veloci sullo stile degli Helloween. In passato la batteria e soprattuto le melodie erano decisamente orientate allo stile degli Helloween, ma ora non più.

Come descriveresti “Time To Be King” in poche parole?
È un album molto rock con un grande potenziale. Abbiamo lavorato con una maggiore apertura mentale sugli arrangiamenti rispetto ai precedenti album.
Ad esempio le parti di chitarra sono state lavorate come non avevamo mai fatto sino ad ora. Negli album passati ho sempre registrato diverse tracce sia ritmiche che soliste per poi sovrapporle più volte creando un suono complesso. Questa volta invece ho voluto registrare la chitarra come se la stessi suonando dal vivo, con meno lavoro di overdub da studio.
Questa è la novità di quest’album. Naturalmente questo tipo di approccio ci ha portato ad ottenere canzoni più forti e meno melodiche. In quest’album non troveretelo stesso tipo di melodie di un pezzo come “Enlighten Me” ad esempio. Ed è proprio in questa direzione che vogliamo orientare il nostro futuro come band. Vogliamo essere una band heavy con un po’ di melodia ed alcune influenze prog.

Siete felici del ritorno di un grande cantante come Jorn Lande?
Siamo molto felici e soddisfatti del suo ritorno. Senza Jorn probabilmente “MK II” sarebbe stato l’ultimo album dei Masterplan quindi siamo molto contenti di essere tornati a lavorare insieme ed anche lui lo è. Abbiamo riunito le nostre idee e i nostri sogni e abbiamo grandi progetti per il futuro della band.

Ma avevate già scritto alcuni pezzi dell’album quando Jorn si è riunito alla band? Avete dovuto riadattare le parti vocali per la sua voce?
No perché in realtà non avevamo scritto nulla prima del suo ritorno. Lo abbiamo coinvolto subito appena si è reso disponibile. Abbiamo dato la notizia in ritardo quando ormai la lavorazione era a buon punto e tutti noi eravamo sereni.

Sappiamo che Jorn ha una forte personalità. Puoi descrivere come lavorate insieme?

Certo Jorn ha un forte personalità ma quasi tutti i cantanti sono così. Sono abituato a lavorare con persone un po’ “estreme”; ho lavorato per anni con Michael Kiske ed Andi Deris (ride, ndr). Io sono all’opposto una persona calma ma determinata, per via delle esperienze che ho avuto nella mia vita. Sai quando ero piccolo ero un bambino molto insicuro, ma ho imparato ad essere forte dagli insegnamenti di mio padre. Comunque so trattare con le persone di questo tipo, mi piace ascoltarli e confrontarmi con loro per trovare soluzioni che possano accontentare tutti e due.
[PAGEBREAK] Tornando al vostro nuovo album quale canzone ti piace di più?
È difficile rispondere. Mi piacciono tutte (ride, ndr). Ma se proprio dovessi trovarne una direi che la mia preferita è “Time To Be King”. “Fiddle Of Time” è la seconda ma mi piacciono molto anche “Under The Moon” e “The Dark Road”.

Avete in programma di realizzare un videoclip per il singolo o per qualche altra canzone?
Si abbiamo in progetto di realizzare un video nelle prossime settimane ma non per il singolo “Far From The End Of The World” piuttosto per canzoni come “Time To Be King” o “Blue Europa”. Questo perché vogliamo mostrare al pubblico com’è la band mentre suona le canzoni che più ricalcano lo stile dei Masterplan.
Sai, il singolo è la canzone più accattivante, più orecchiabile, utile per accontentare le radio che altrimenti non ci passerebbero ma non ci rappresenta a pieno.

Ora parliamo un po’ di te Roland. Sappiamo che possiedi uno studio di registrazione, con quali band lavori oltre ai Masterplan?
Nel mio studio lavoro con moltissime band tedesche, spagnole ma anche americane e australiane. Si tratta per lo più di band conosciute nelle loro realtà locali.
A me piace molto poter aiutare band giovani ed emergenti, lo trovo molto stimolante. Ho lavorato anche con gli italiani Daedalus per il missaggio del loro secondo disco. Posso dire che questa attività mi tiene molto impegnato.

Avete già programmato alcune date del tour?
Posso solo dirti che l’inizio del tour è previsto per novembre. Inizieremo con una ventina di date in Europa e prevediamo di partecipare ai principali festival che si terranno nel 2011.


Grazie per l’intervista e a presto.

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