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  • Matteo Costa: Sono Solo Matti Miei

    Matteo Costa

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Nessuna infermità mentale

Matteo Costa Romagnoli è il Padre Eterno di Garrincha Dischi, uno che si guarda in giro e capisce chi gliela fa e chi no (vedasi Lo Stato Sociale, LE-LI, L’Orso etc); uno in gamba, insomma.

“Sono Solo Matti Miei” è il primo esperimento del Costa cantautore, affiancato dai classici strumenti d’ensemble quali chitarra, batteria, basso, qualche arco, pianoforte e fiati soffusi. La sua visione della vita è filtrata dal tema principale delle liriche, ovvero: l’amore.

Nelle tredici canzoni è impossibile non cogliere riferimenti (più o meno impliciti) ai sentimenti che esso suscita, alle donne che lo hanno fatto scaturire, alle conseguenze che genera.
Un cantautorato semplice e modesto.

Possiamo affermare che il lavoro di Matteo è paradossalmente il meno quotabile della sua stessa etichetta, più che altro perché i testi degenerano nella banalità e nella monotonia, nonostante le intenzioni siano indubbiamente buone.
Il consiglio è di continuare a mettere sotto l’ala protettrice nuovi talenti italici.

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Contro

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