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Maurizio Solieri: A ritmo di musica non si muore mai!

In una piacevole e divertente chiaccherata telefonica, Maurizio Solieri, artista il cui nome è del tutto inevitabile ricollegare al cantante Vasco Rossi, ci ha raccontato del nuovo lavoro con la SolieriGang. In realtà, il chitarrista ha continuato un progetto iniziato da tempo con la band composta da altrettanti musicisti di valore come Campani, Mimmo Camporeale, Max Gelsi e Ivano Zanotti.
La voglia è quella di creare della bella musica, divertendosi tra loro. Solieri si è lasciato disturbare durante la pausa pranzo, in attesa del caffè.. ma è stato molto interessante parlare con lui!

Come nasce “Non Si Muore Mai”? Raccontaci un po’ chi sono gli altri componenti della tua band e come è nata l’idea di unirsi..
Vi saluta Max Gelsi che è qui accanto a me! Abbiamo appena finito di fare le prove e abbiamo magnato perché ci sentivamo un po’ debolucci.. e adesso sta arrivando il caffè! La band nasce negli ultimi due anni con l’ingresso di vari personaggi come Gelsi, bassista di Elisa, di Tiziano Ferro e di altri grandi artisti; poi il mio grande amico Mimmo Camporeale che mi ha sempre seguito un po’ in tutte le mie avventure musicali, Lorenzo Campani, il cantante, anche lui un amico e una persona con cui ho lavorato parecchio negli ultimi anni facendo varie serate, e che tra l’altro è l’autore dei due inediti del disco “Non Si Muore Mai” e “Segni”; poi abbiamo Ivano Zanotti, anche lui un batterista che abita a 20 minuti da casa mia. Dal vivo c’è anche una corista, Mariastella che con la sua bellissima voce dà un tocco di femminilità. “Non Si Muore Mai” è un brano che musicalmente avevo scritto già da una decina d’anni, Lorenzo mi ha scritto il testo e l’abbiamo provata. Quando l’ho ascoltata mi ha entusiasmato e così siamo andati in studio e l’abbiamo fatta.

È il tuo secondo lavoro da solista, anche se in realtà per la prima volta pubblichi ufficialmente un cd con la tua band..
In realtà potremmo contare anche un altro disco, un misto di pezzi in inglese e strumentale, prodotto nel 1998, sempre da me, con una band che si chiamava Class, con Claudio “Gallo” Golinelli, Beppe Leoncini, Mimmo, e il cantante Vic Johnson. Anni fa avevo dato vita a un progetto prodotto da me in cui volevo dimostrare che anche in Italia si potesse fare del buon Rock n’ Roll. Il progetto era indirizzato a un pubblico più di nicchia, mentre questo è completamente in italiano e tra qualche mese andremo in studio a registrare un pezzo, due pezzi, che usciranno poi come singoli. Insomma, come si faceva un po’ negli anni ’60 – ’70.

Cosa è cambiato dall’album che hai lanciato nel 2010?
È un disco di rock italiano, ci sono ballate, c’è pop, rock e soprattutto la presenza di un cantante, perché nel mio disco precedente avevo un po’ cantato io, o Michele Luppi che si era occupato di tutti testi in inglese. L’attuale band è più formata e lo stile magari è magari un pochino più commerciale.

“Non Si Muore Mai” è un mini Lp che contiene solo 7 canzoni, una novità rispetto a quello che solitamente fanno gli altri artisti. Come mai questa scelta?
Ma lo fanno un po’ tutti adesso, come gli U2, Sting..Tanto la gente i dischi non li compra, per cui è meglio realizzare un singolo, e fare uscire magari un EP con due pezzi che almeno la gente li ascolta; poi, dopo un paio di mesi ne fai un altro, e così via.. Insomma, come ti dicevo prima, si è tornato un po’ agli anni ’60.

Se potessi descrivere questo album in poche parole, come lo definiresti e perché?
Lo definirei, intanto, un progetto nato velocemente. Nel senso che io lo ricollego a una bella serata che abbiamo fatto nel settembre dell’anno scorso a Trento dove ci siamo molto divertiti, siamo andati in camerino tutti contenti, e brindando abbondantemente a torso nudo, tutti sudati, il nostro bassista, Max Gelsi, disse a un certo punto “Perché non facciamo un singolo come biglietto da visita per i nostri fan?”. Ci siamo guardati e ci siamo detti “Perché no?”. Detto, fatto: il cantante ha scritto un paio di testi molto belli su due pezzi che gli avevo dato, e quando li ho ascoltati mi è venuta la cosiddetta “pelle d’oca”. La settimana a seguire eravamo già in studio: è stata una cosa velocissima, cotta e mangiata.

“Non Si Muore Mai” è il titolo dell’album ma anche della prima canzone del cd. La musica aiuta a non morire mai?
Ma sicuramente! La musica è una delle cose più importanti del mondo. Io, personalmente, al mattino appena mi alzo metto su un cd o ascolto delle radio particolari. La musica, se tu la ami, certamente ti aiuta tantissimo nella vita. È un qualcosa di molto positivo, e “Non Si Muore Mai” inneggia alla positività.
Due membri della band, di fronte a me, mi dicono “si si, è vero è vero” (ride).. Noi siamo dei positivisti, capito! La musica depressa non ci piace! Infatti, siamo reduci da un pranzo di tagliatelle, di polpette e vino.. Vogliamo persone allegre, a noi piace suonar bene, fare dei bei concerti, divertirci e avere un ottimo rapporto fra di noi.

Tra i vostri progetti c’è anche quello di andare “on the road” per portare la vostra musica in giro per l’Italia?
Si, inizieremo già da venerdì e presenteremo ufficialmente il disco a Parma in un locale che si chiama “Campus Industry Music”. L’idea, e la speranza, è quella di fare dei bei concerti. Anche perché è una band strepitosa!

Se non con Vasco, con chi avresti collaborato in tutti questi anni?
Avrei collaborato con degli ottimi musicisti come quelli con cui sto lavorando adesso. In Italia ci sono tantissimi bravi cantanti, ma io preferisco sempre il concetto di band, di gruppo. Avendo lavorato con Vasco per 35 anni credo di aver lavorato con il numero 1 in Italia.
Ma adesso la mia voglia è quella di continuare il percorso con questa band che è veramente un gruppo della madonna!

Lanciando uno sguardo oltre i confini della musica italiana, c’è qualche artista straniero con cui ti piacerebbe collaborare?
È difficile collaborare con degli artisti stranieri. Può capitare, e se capiterà ben venga! Ad esempio, anni fa ho duettato con Skin a Montecarlo. Diciamo che non è così semplice, ma credo che in Italia ci sono un sacco di bravi musicisti e se la gente comprasse i dischi ci si divertirebbe molto di più. Speriamo in un futuro migliore, dai!

Il tuo nome è stato molto spesso legato a quello di Vasco. Ora questo legame sembra essersi dissolto… Da ora in poi ognuno andrà per la sua strada?
Certo. Ma poi sai.. non è mai detto. Vasco Rossi ha 62 anni e ha avuto il successo più grande che un’artista possa avere negli ultimi decenni. Giustamente, se vuol fare dell’hard rock o heavy metal può farlo tranquillamente, no?
Poi, non è lui, ma il suo produttore a spingerlo in queste cose. Vedremo cosa ne verrà fuori!
Penso che una persona che ha già avuto tutto dalla vita, e anche di più, sicuramente ha bisogno di stimoli. Io sono un musicista tradizionale, classico: mi piace suonare determinate cose e so suonare quelle cose lì. Voglio dire, c’è tantissima di quella bella musica da fare, però magari in situazioni un po’ più piccole, forse più soddisfacenti dal punto di vista musicale e umano.

Nella tua gang c’è anche la voce solista, Lorenzo Campani..
Si, doveva venire anche lui a pranzo con noi, ma si è perso per strada e non è venuto! (ride)

Lorenzo è stato finalista della prima edizione di The Voice. Cosa ne pensi dei talent?
Io ne penso il peggio possibile. Purtroppo si sono inventati questo giochino che i giovani vogliono essere ricchi e famosi immediatamente, e spesso senza talento. O per meglio dire, io i talent li organizzerei in modo diverso: farei partecipare dei veri artisti che scrivono le proprie canzoni, invece che riproporre ancora una volta X Factor e per l’ennesima volta sentirli cantante “Ma che freddo fa”.
Ma basta! Non se ne può più! Perché non scelgono degli artisti veri?
È comodo avere il pezzo scritto da Tiziano Ferro, da Gianna Nannini, ecc.. È tutto fatto a tavolino perché sono le case discografiche che propongono gli artisti con cui hanno un contratto. Credo che sia un po’ la fine della musica.
Direi basta con il “grande prato verde dove nascono speranze!”.

Sei simpaticissimo Maurizio!
Io sono simpatico! “Sono un simpaticoo.. quando mi guardo allo specchio!” (canticchia).
Io amo la musica e amo stare anche con dei musicisti che siano simpatici.

Ascolta, invece, se dovessi dare un colore alla tua musica, che colore daresti e perché?
Alla mia musica darei un colore ROSSO! Tra l’altro è anche il colore preferito di mio figlio.. Ho un bambino di 9 anni e lui fin da quando aveva pochi mesi usciva pazzo per il rosso! Anche io lo amo tanto.. è un colore molto caldo.

Adesso hai già in mente qualche altro progetto per il futuro?
La SolieriGang sicuramente tra qualche mese registrerà un altro pezzo. Quindi, voi aspettatevi ogni qualche mese un singolo, o un paio di pezzi, un video.

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