Home > Recensioni > Max De Aloe: Apnea

Dance, dance, dance

Quando un’opera nasce con intenti prettamente artistici talvolta è difficile non scadere nell’autoreferenzialità e nell’autocompiacimento, non è il caso di “Apnea” che vede la collaborazione di due grandissimi musicisti del panorama jazz: Max D’Aloe e Bill Carrothers, rispettivamente armonica e piano.

Nato dal desiderio di mettere in musica le emozioni scaturite dalla scrittura di Murakami Haruki questo duetto jazzistico è colmo di atmosfere automaticamente suggestive, non c’è la necessità di essere appassionati del genere o grandi esperti di musica per apprezzare il complesso del disco, regnano sovrane le emozioni più dirette legate al piacere musicale benché intagliate in costruzioni spigolose e quasi prive di struttura.

La sintesi fra bellezza estetica e concettualità è l’aspirazione di qualsiasi artista: riuscire a trovare la giusta formula ha talvolta portato a veri e propri suicidi di musicisti blasonati e apprezzati. Max De Aloe in questo “Apnea” mostra come sia possibile raggiungere lo scopo lasciandosi guidare dall’ispirazione e riuscendo a inglobarla in un concetto più grande.

Non c’è nulla di fuori posto in un disco del genere. Solitario, colto o, più semplicemente, bello.

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