Home > Interviste > Max Gazzè: Da Sotto Casa a piazza San Giovanni

Max Gazzè: Da Sotto Casa a piazza San Giovanni

Siamo riusciti a parlare con Max Gazzè durante un’intervista collettiva subito dopo la sua esibizione in piazza San Giovanni, tanto attesa e applaudita dalla folla. Il cantante romano si è presentato a Sanremo con il singolo “Sotto Casa”, che dà il titolo all’album. Durante il concertone Gazzè si è esibito con le sue ultime canzoni e ha duettato a sorpresa con Niccolò Fabi “Vento D’Estate”. Dopo la sua partecipazione a Sanremo, Max non ha avuto nemmeno il tempo di assaporare il nuovo disco e ha dato inizio al suo “European Live Club Tour” partito da Berlino.

Cosa rappresenta questo luogo e questa piazza?
È un luogo dove ci si incontra per parlare e magari trovare eventualmente anche delle soluzioni ai problemi che riguardano la disoccupazione, soprattutto quella giovanile.

Questa è un’edizione in cui c’è molta scuola romana?
Sì, l’abbiamo già sperimentata al festival di Sanremo. Questo è evidentemente il nostro anno, l’anno di Max Gazzè, di Niccolò Fabi, di Daniele Silvestri e anche di tanti altri artisti romani. La scuola romana non è più una piccola scatoletta, ormai siamo noi che abbiamo la responsabilità di portare avanti la musica. Speriamo di farlo nel migliore dei modi per i prossimi vent’anni.

Quando eri sul palco hai detto che ti sembrava di essere a Woodstock e nel momento in cui hai iniziato a cantare “Sotto casa” si è ricreata un po’ quella situazione. Come ti sei sentito?
Per me piazza San Giovanni chiaramente è diversa, ma ha uno spirito tutto suo. Nei miei ricordi posso immaginarmi di essere su un palco come Woodstock. Da ragazzo mi chiedevo se un giorno avrei mai potuto suonare su un palco così importante e per me piazza San Giovanni con tutta questa gente, con tutto questo entusiasmo è sempre un luogo di grandi magie e di grande alchimia. Per me, qui è una Woodstock moderna.

Qual è il significato del primo maggio, e di quest’anno in particolare?
Quest’anno è caratterizzato dalla coscienza che tutti quanti abbiamo del lavoro. Siamo partecipi di questa cosa e siamo qua a festeggiare la festa dei lavoratori e del lavoro. Ci sono i sindacati Cgil, Cisl e Uil e penso che non bisogna scordare questo. Non è un concerto come gli altri. È un luogo in cui bisogna trattare questa tematica. Noi da musicisti possiamo fare da portavoce, a modo nostro, di alcuni messaggi o possiamo essere coloro i quali possono veicolare delle cose a modo nostro e chissà se qualcuno, un giorno, potrà scrivere una canzone proprio su questo argomento. Siamo partecipi in maniera emotiva a questo problema della disoccupazione.

Con la Camusso vi siete scambiati delle idee?

No, non c’è stato il tempo. Però io mi auguro veramente che questo concerto possa proseguire, perché è importante l’aggregazione, è importante che i giovani si trovino in questi luoghi perché, al di là del parlare su facebook o scambiarsi tweet, stare insieme in una piazza condividendo le stesse emozioni è una cosa energicamente molto forte.

Come è stato duettare con Niccolò Fabi?
Niccolò Fabi è un fratello per me. È stata una cosa improvvisata, non era prevista ed è stato un grande piacere improvvisare questo duetto con lui.

Con la sua presenza sul palco di piazza San Giovanni, Gazzè ha voluto confermare la sua vicinanza alle problematiche che più riguardano i giovani in questo periodo, dimostrando che la musica non è la soluzione a questi problemi, ma, sicuramente, può essere il veicolo per dare voce a tutti. L’abbiamo salutato al volo perché doveva andar via. Ringraziamo Max per le belle parole!

Scroll To Top