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Max Gazzè in concerto al Flower Festival di Collegno, report live e scaletta

Immaginate una notte d’estate con un fresco insolito ed una brezza quasi pungente, ecco è il 13 luglio 2016 al Flower Festival di Collegno ed è la volta di Max Gazzè.
Il pubblico ha cominciato presto a riempire il cortile della Lavanderia nel Parco della Certosa – un ampio spazio dove ora alberga il festival e ovunque scorgiamo arrivare facce allegre e rilassate pronte a godere delle buone vibrazioni. C’erano davvero tutti, dalle giovani famiglie con bimbo in carrozzina alle ragazzine adulanti, dai signori di una certa età alle mamme in cerca di poesia – un gran bel pubblico – che testimonia gli oltre 20 anni di carriera e ottima musica del nostro cantautore. (foto 01)
Max Gazzè apre il concerto in penombra sopra una piccola scalinata con un assolo psichedelico di basso e non appena il gruppo mette in fila le prime note della “Favola di Adamo ed Eva” tutti, dal più grande al più piccino, cominciano a cantare. Si respira davvero aria di festa con un venticello che ci accompagna sui ballabili ritmi della disillusione fatta a canzone e, miracolo, neanche si suda.

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Grazie, che bello tornare qui…” Max saluta anche il pubblico di Radio Rai2 che trasmette in esclusiva la diretta e dopo il primo brano si riparte con “I Tuoi Maledettissimi Impegni“, sarcastico brano sull’alienazione dell’uomo moderno tratta dall’album “Sotto Casa” del 2013.
Ora è la volta di “Mille Volte Ancora” prima traccia del suo ultimo LP “Maximilian” da cui trae il nome anche il tour e che racconta delle difficoltà nei rapporti interpersonali e nella comunicazione a distanza, un po’ come per la successiva “Un Uomo Diverso“.
Il Solito Sesso“, scritta da Max con il fratello Francesco, ha un nuovo arrangiamento, molto più corposo e ritmato rispetto alla versione presentata a Sanremo nel 2008, ma che sposa a pieno l’ironia del testo e la voglia di ballare del pubblico che ormai si muove a ritmo anche nelle ultime file.

E per ballare ancora arriva la base elettro-dance di “Teresa“, un vero e proprio compendio di rime terzinato sull’amore e la sua fine. Poi è il turno della più intimista “Comunque vada” e a noi sorge davvero il dubbio che nella sequenza dei brani in scaletta si stia quasi delineando l’evoluzione di un rapporto di coppia.

Sui tre monitor verticali della splendida scenografia appaiono ora immagini stilizzate in 3d di uova pulsanti che accompagnano l’ipnotica “Raduni ovali”, un brano ricco di contaminazioni elettroniche e bassi distorti, “inevitabile fermento, riqualifica l’origine” del mondo che ci accompagna alla più profana “Ti Sembra Normale“, il cui ritmo rimette in moto la marea umana sotto al palco fino alla chiusura della prima parte del concerto.

Foto Max Gazzè 04Tra cartelli di auguri del pubblico e i lanci di peluche Max raccoglie un pupazzetto a forma di civetta con attaccato un bigliettino e legge: “Siamo Maria, Luca e il piccolo Mattia e ti vogliamo davvero bene” – il nostro ringrazia e dice che solo con “l’amore si compie il vero processo artistico“.
Parte allora tra gli applausi scroscianti una breve parentesi acustica e invita in proscenio – Clemente Ferrari, Cristiano Micalizzi, Giorgio Baldi e Massimo Dedo – tutti i polistrumentisti che hanno collaborato a Maximilian il suo ultimo disco d’oro. “In barba alla timidezza” l’ironico cantautore annuncia “Il Timido Ubriaco” ed oramai la magia è compiuta, tutti cantano all’unisono anche la canzonatoria “L’uomo Più Furbo Del Mondo“.

La vera gioia per gli occhi sono le mamme e i ragazzini che accompagnano ogni brano saltellando e cantando con una vena di indicibile allegria, questo fino alla romantica “Mentre Dormi” – un inno alla leggerezza “tra coriandoli di cielo e manciate di spuma di mare” dove “alla fine del mondo i nostri sogni diventano veri”.
Poi è la volta della famosissima “Cara Valentina“, pensare che nel 1997 non venne nemmeno ammessa a Sanremo mentre ora anche i più piccoli sanno “che il tempo non fa il suo dovere e a volte peggiora le cose”.

L’ovazione parte spontanea quando cita i compagni di viaggio Daniele Silvestri e Niccolò Fabi con i quali dice di aver condiviso gli ultimi due anni di vita, grazie al tour per lo splendido album “Il padrone della festa” di cui fa parte il brano “L’Amore Non Esiste” che tutti cantano ad ugole bene in vista.

In questa data torinese c’è anche il tempo per un duetto con un amico di vecchia data – Mao, al secolo Mauro Gurlino – che sale sul palco memore di antichi fasti e lo accompagna in “Colloquium Vitae“. A seguire un intermezzo davvero mozzafiato introduce il brano successivo, sulle note apocalittiche di un organo a canne un cardinale al cospetto dell’altissimo dà il La a “Sotto casa”, hit da 18 milioni di visualizzazioni sulle vicissitudini porta a porta dei famosi testimoni di fede.
Poi la scena si trasforma e sui vidi-wall appaiono meravigliose immagini del cosmo con una stellata mozzafiato per il commento visivo di “Il bagliore dato a questo sole” e “Quel che fa paura”, due brani che regalano un distillato di rarefatta poesia.

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Tra gli sguardi felici dei papà con i bimbi a cavalcioni e le mamme infreddolite negli scialli la temperatura si abbassa, non per molto però, perché il pubblico riesplode fragoroso sulle note di “Vento d’estate” e l’atmosfera si fa di nuovo calda per gli ultimi tre brani.
La linea di basso parte secca e sicura quando Max Gazzè nei panni del perfido protagonista del brano successivo mette a tacere definitivamente la petulante “Annina“. A suo dire: “La vita è più semplice se ci prendiamo un po’ meno sul serio, soprattutto in amore perché certe volte la leggerezza di un pensiero risolve le storie più complicate” quindi suggerisce che conviene prendere “La Vita Com’è” senza troppe aspettative ed il pubblico pare davvero apprezzare moltissimo.

Infine il brano di chiusura lascia soddisfatti e consapevoli, “Una Musica Può Fare” un sacco di cose, in primis salvarti “sull’orlo del precipizio”, ma, aggiungiamo noi, può fare anche del bene a chi va a vedere i concerti. Non a caso, fuori, verso l’uscita, appena varcato il cancello del parco i commenti ad alta voce dei fan riportano: “Bello, sono contento!”, “…poi mi piace anche come personaggio, non pensavo che si trasformasse così“,”…bravo Max, non ne perderò più neanche uno!”, e ancora “Davvero bello!”.
Noi vorremmo dire che solo un grande artista riesce a parlare al cuore di tutti per fare della musica un ponte tra le generazioni. I brividi li abbiamo avuti anche noi e non eran certo per il freddo d’estate. Grazie Max Gazzè al prossimo spettacolo!

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Scaletta:
Favola di Adamo ed Eva
I tuoi maledettissimi impegni
Mille volte ancora
Un uomo diverso
Il solito sesso
Teresa
Comunque vada
Raduni Ovali
Ti sembra normale
Timido Ubriaco
L’uomo più furbo del mondo
Mentre dormi
Cara Valentina
L’amore non esiste
Colloquium Vitae feat. Mao
Sotto Casa
Il bagliore dato a questo sole
Quel che fa paura
Vento d’estate
Annina
La vita com’è
Una musica può fare

 

di Antonio Masiello

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