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Max Manfredi, Dremong brano per brano

Dremong” è il nuovo album del cantautore Max Manfredi. Il disco si compone di 14 tracce che trovano la loro musa ispiratrice nell’inquietudine. “Dremong” è un progetto realizzato grazie al crowfunding su MusicRaiser e che ha visto la partecipazione di 201 raisers.

“Dremong”  è l’orso tibetano totem dell’album, un inquieto ed inquietante essere dal carattere, tradizionalmente, malvagio e che tende spesso ad alzarsi sulle zampe in posizione eretta, simile agli Umani, tanto da aver dato origine, secondo alcuni, alla leggenda dello Yeti, l’Abominevole Uomo delle Nevi.

E’ un album nostalgico della world music europea, e affamato di accenni rock.

 

Ecco Dremong di Max Manfredi spiegato brano per brano

01 – 02 Dremong La ballata, in tinte vagamente “progressive”, dell’Orso del Tibet, braccato per estrarre la bile dal suo fegato.

03 Disgelo Dietro lo sfogo apocalittico di un piazzista in trasferta invernale, il fallimento della new economy e della sua cultura.

04 Diadema Un posto improbabile dove si beve e si fuma a lume di candela e si esce, fuori dalle mura e fuori di testa, a guardare la luna. Un locale notturno popolato da reduci e profughi discreti; e l’incanto di un dipinto in cui riconoscere un sogno d’amore che travalica le generazioni, fino a proiettarsi in un futuro indecifrabile ma fiammeggiante.

05 Notte Canzone ipnagogica, parla dall’insonnia ed invoca il sonno e i sogni.

06 Finisterre Un viaggio fantastico sulla rotta della caravella raffigurata nei vecchi pacchetti di Nazionali esportazione. Un omaggio commosso alle radio ad onde medie.

07 Rabat girl Hard boiled story ambientata a Gibilterra. Personaggi come foto segnaletiche. Danze, droga e prostituzione, un caso irrisolto, l’omicidio di una giovane danzatrice.

08 Piogge Ogni mese una pioggia, ogni pioggia pretesto per nominare un mese sull’esempio di illustri precedenti medioevali, rinascimentali e odierni, figurativi, poetici e musicali.

09 Inutile L’ottimismo un po’ forzato e volenteroso di un immigrato italiano fuori dalla sua patria all’epoca del film muto.

10 Sangue di drago Omaggio musicale alla rebetika greca, canzone d’amore e di morte, come nella migliore delle tradizioni. O forse è tutto un sogno.

11 Il negro Canzone d’amore per delega. ll “negro” è chi scrive al posto di uno scrittore famoso.

12 Sestiere del Molo Canzone astiosa e visionaria insieme. Ricordi della Genova di trent’anni fa, cristallizzata in luoghi, ricordi e personaggi. Nulla di pittoresco, anzi. Invettive dolorose fino all’insensato, come i deliri di un ubriaco professionista.

13 Anni 70 uno sguardo obliquo, un sottilissimo taglio su un’epoca catastrofica e familiare. Dai canti stellari dei boy scout al “sorriso laccato” magico e consolatorio degli anni ’80 che compare a sorpresa sulle strade della rabbia e del fallimento.

14 Le castagne matte Un canto della resistenza che non era stato ancora scritto, e non sembra nemmeno scritto in Italia. Desolato e struggente.

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