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  • Maxi B: Maledetto

    Latlantide Promotions / edel

    Data di uscita: 02-06-2015

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Maximiliano Bonifazzi in arte “Maxi B”, torna dopo un lungo silenzio dalle scene con un album “senza mezzi termini”, energico e diretto, dal titolo “Maledetto”.

Uscito il 2 giugno 2015 ed edito da Latlantide Promotions, il nuovo disco si avvale della collaborazione di molteplici personalità del panorama rap: Ghemon, Amir Issaa, Michel, Daniele Vit, Big Joe, Dj Double S, Dj C.I, Jacques Moretti e Kay.

Maxi B è un artista “di frontiera”, cresciuto tra Varese e Lugano, una personalità forte, senza compromessi che fa del rap la sua “causa”.

Il mood di questo nuovo e ambizioso progetto discografico è chiaro e insito già nel titolo “Maledetto”, “title-track” dell’album (prodotta da Michel), una sorta di manifesto “senza peli sulla lingua”, nei confronti di un mondo (quello del rap) che lui stesso definisce distante da ciò che in realtà dovrebbe essere ma non è, in quanto inglobato dalle dinamiche del mercato. Le parole sono volutamente taglienti come lame di un rasoio, e questa assoluta libertà di pensiero e di intenti scorre attraverso le sue liriche, pure ma “scomode”, per un album che l’autore stesso vieta ai “deboli di cuore”.

Ecco allora che “Maledetto”, diventa un’arma nei confronti di quei rapper “talmente vuoti, da leggerne i pensieri attraverso la mente, ai quali basta un branco per sentirsi come bestie”. Il trucco qual’è?…solo e soltanto “scena”, lo specchio esatto del sistema.

E allora interviene Maxi B, a tracciare questa netta ed estrema linea di demarcazione  tra quello che è il suo territorio e ciò che lui ritiene altro da sè, cercando di costruire un qualcosa di nuovo con cui provare a cambiare questa realtà. Non una denuncia fine a se stessa ma un vero e proprio manifesto di intenti, che Maxi B porta avanti “a gran voce”.

In brani come “Parlo chiaro” e “Annibale”, è racchiusa la motivazione alla base del suo “fare rap”, e nell’uso di quelle stesse rime che lui definisce “belve”, perchè è facile “essere un ribelle coi soldi del papi”, eccoti spiegato il perchè non sarai mai uno dei capi!

Delusione e amarezza confluiscono in “Le 10 regole del rap” con il beat prodotto da Big Joe e gli scatch di Double S. e in “L’arte del rap”, verso quel mondo rap troppo superficiale e legato a stereotipi lontani dalla sua stessa realtà.

Segue “Chi non ha cuore”, una canzone contro l’ipocrisia, scritta per “i più deboli” perchè “chi non ha cuore, rischia l’infarto” e anche quelle cicatrici che ricordano un passato doloroso sono in realtà, da lui definite, una risorsa per apprezzare il bello della vita.

“Da solo” feat.Ghemon, altro non è se non una canzone-denuncia verso una società che ci priva perfino della capacità di sognare perchè anche se la vita è grezza vale comunque la pena di continuare a lottare.

Nel disco troviamo anche il giusto spazio per pezzi dal sapore più intimo e introspettivo, come ad esempio “Senza di me” che vede la partecipazione di Amir Issaa e Michel, e “L’amore inutile” con Daniele Vit.

In “Mani in alto”, è insita una dichiarazione profonda che recita le seguenti parole “le mani svelano chi siamo” e che fa luce su realtà che “di chiaro” e accessibile hanno ben poco.

“Maledetto” si contraddistingue, quindi, come un album lontano dalle logiche del mercato, dedicato a chi non abbassa mai la testa, agli “ultimi della fila, perché in fila non ci vogliono stare. Non è un disco per chi blatera, perché le medaglie più importanti non le metti sulla giacca ma sull’anima” parola di Maxi-B!

 

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