Home > Recensioni > Mechanical Poet: Woodland Prattlers

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Io ne ho viste cose, che voi umani non potreste immaginarvi. Ho visto un doppio slipcase in edizione strettamente limitata a 1000 copie contenente 2 CD meravigliosi a vedersi, affascinante facciata dell’original comic book score che prende il nome di “Woodland Prattlers”. E ho visto un booklet tanto esteticamente spettacolare, quanto intellettualmente intrigante; un vero e proprio fumetto, parte indispensabile alla storia narrata dalle undici tracce incise su disco. O meglio sui dischi, non era infatti da meno per nessuna ragione il bonus disc contenente l’EP “Handmade Essence”. Quello che ho visto potrebbe essere sufficiente a far impazzire chiunque di voi umani, ma quello che ho sentito è altrettanto stupefacente.
Ho sentito orchestrazioni grandiose, da vera e propria colonna sonora. E ho sentito la voce della foresta e dei folletti sovrapporsi al rumore degli ingranaggi nel laboratorio degli scienziati. Voi umani non potreste nemmeno immaginarvi un’attitudine così scanzonata, tanto sentita e credibile nei momenti più solenni, quanto divertente e divertita non appena corre il rischio di divenire seriosa. Non sareste in grado di costruire imponenti castelli sonori senza sentirvene i Re indiscussi, senza lasciarvi andare a sfarzi eccessivi; non avreste mai l’umiltà di relegarvi al modesto ruolo di intrattenitori e gaudenti accompagnatori nel lungo viaggio che spetta al vostro invitato.
Io ne ho viste e sentite cose, che voi umani non potreste nemmeno immaginarvi. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire.

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