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    Melancolia Estatica

    Data di uscita: 01-01-2008

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Paesaggi dell’interiorità

E sulla scena italiana rimangono attive innumerevoli realtà underground che sarebbero meritevoli di un’attenzione più presente e partecipativa sul fronte emotivo. Lasciando a casa le pretese critiche, spesso sarebbe più utile farsi trasportare dalla corrente del momento, come è il caso con questo lavoro di Melencolia Estatica. Partorito dalla mente e dal talento di Miss Climaxia, già Absentia Lunae – supportata da Thorns alla batteria, ex-membro della stessa band, e da Solitudo alle strazianti voci -, il progetto splende di una nera bellezza musicale particolarmente portata per il versante introspettivo.
E se anche la forma, mentis e non, è strettamente legata a moduli espressivi black metal, il suono sembra parare verso territori inusuali e familiari, propri all’incoscio e ai turbamenti dell’animo. Data l’affinità, soprattutto spirituale, verso gruppi quali Negura Bunget, Taake, Nocturnal Depression, Nargaroth, la musica tende a fluire in una forma aperta che sottende cambiamenti progressivi di tono, tenuta e stile. Di questo ne beneficia in primis la personalità, che si fa sentire lungo l’arco del lavoro e impressiona per profondità di contenuti, originalità e passione.
In secondo luogo, la musica, varia, mortifera e vitale, aggressiva, in parte onirica. Come un modo diverso di affrontare gli stati alterati di coscienza che questa musica inevitabilmente comporta, un’alterità rispetto al presente fatto di altisonanti Leviathan, Xasthur, Nachtmystium, Wolves In The Throne Room e compagnia.
Livello di scrittura superiore e immancabilmente commovente in lirica e composizione. Facile goderne e sperare in vertiginosi avanzamenti, con un occhio al tempo a venire e uno al centro del proprio abisso.
Perfetto disco estivo. Italiani, va da sé.

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