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La Settimana Internazionale della Critica alla 71esima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia si apre con un ottimo esordio, “Melbourne” del 34enne iraniano Nima Javidi.

Il film, presentato oggi in apertura della sezione come evento speciale fuori concorso, è un sorprendente dramma morale ambientato fra quattro mura: siamo in casa di Amir (Payman Maadi, già protagonista di “Una separazione”) e Sara (Negar Javaherian), una giovane coppia di Teheran che tra poche ore partirà per Melbourne. Tra una valigia da chiudere e i parenti da salutare, una serie di circostanze casuali producono conseguenze impensabili – che non sveliamo, anche perché il film arriverà nelle nostre sale con Microcinema – e i piani dei due protagonisti vengono sconvolti.

Il regista, anche sceneggiatore, costruisce con abilità un intreccio carico di tensione: “Melbourne” è un giallo atipico nel quale il colpevole può essere identificato solo con il caso (o il destino), tanto tragico e crudele quanto incredibile.

Amir e Sara si trovano incastrati in una situazione dalla quale sembra impossibile uscire se non scaricando la colpa su qualcun altro. Perché l’assunzione di responsabilità spaventa, e le fragilità egoistiche schiacciano l’etica più elementare.

Melbourne” ci inchioda alla poltrona e l’attesa dell’epilogo, qualunque esso sia, non può che turbarci: in quella casa, al posto di Amir e Sara, potremmo esserci noi, sorpresi da una situazione paradossale ma plausibile, e proprio per questo spaventosa.

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