Home > Recensioni > Meliah Rage: Death Valley Dream
  • Meliah Rage: Death Valley Dream

    Meliah Rage

    Loudvision:
    Lettori:

Ogni cosa a suo tempo

Quando il tuo tempo ti ruba la scena, quasi fossi un estraneo di questo mondo, si può solo accettare il proprio destino o tentare di resuscitare quello che fu e che non venne mai reso pubblico. È questo il tentativo dei Meliah Rage che sotto la Locomotive Records tentano di far riemergere dalle nebbie del tempo il loro lavoro “Death Valley Dream”, disco che invero ha già una buona dozzina d’anni. Se l’intento è giustificabile dal punto di vista della soddisfazione personale, lo è meno per il contesto musicale in cui si tenta la riemersione. “Death Valley Dream” è un ottimo prodotto heavy metal di impronta thrash, obiettivamente ben assortito in fatto di songwriting e privo di fronzoli posticci. Un classico album duro e puro, ruvido il giusto e sudato come il metal più classico degli anni ’80. Il problema dunque non è nel capire bene quanto valga questo disco in assoluto, ma quanto valga oggi. Per usare un eufemismo, già nel 1996 “Death Valley Dream” non rappresentava propriamente un’avanguardia musicale, una ristampa targata 2008 rischia di essere un flop. La grande musica, è vero, è senza tempo, ma i Meliah Rage non sono i Pink Floyd e i puristi del genere sicuramente già possiedono quest’ottimo lavoro nella sua uscita originale.
La ristampa resta un fatto superfluo.

Scroll To Top