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  • Melody Fall: Into The Flesh

    Melody Fall

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La caduta (in basso) della melodia

Quarto album per i torinesi Melody Fall, che suonano quel derivato ultramelodico del pop punk in auge da qualche anno. La band, a fronte delle passate esperienze, sceglie di produrlo all’estero. Il risultato tuttavia delude: un’alta qualità di registrazione non può salvare un prodotto commerciale che pretende di non essere tale.

L’orecchiabilità esasperata delle canzoni finisce per renderle vuote e la potenza degli strumenti, in particolare delle chitarre, è smorzata irrimediabilmente da un abuso di tastiere e effetti; questi ultimo tolgono completamente personalità alla voce, già poco incisiva di suo. Una spruzzata di batteria hardcore qua e là non basta a ridare vigore al tutto.

La musica riflette le intenzioni di chi la compone e la suona. “Into The Flesh” suona per quello che è: un prodotto commerciale studiato a tavolino, secondo i criteri necessari per farsi accettare da Mtv e soci. Eppure vorrebbe fingere di non essere niente di tutto questo.

Ma non basta distorcere la chitarra e pestare ogni tanto sulla batteria per guadagnare credibilità artistica. Ed è inutile prendersi sul serio con pianoforte e archi quando “Revolution” sembra la sigla di un cartone animato.

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