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    Mercevivo

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Piccolo gioiello indipendente italiano

Registrato e mixato in soli quattro giorni. E neanche un passo falso.
Un disco molto intimistico per i torinesi Merçe Vivo, giunti alla loro terza produzione discografica. Melodie per nulla accattivanti ma concepite per colpire l’ascoltatore, emozionarlo e coinvolgerlo.

Ascoltare quest’album con le cuffie a occhi chiusi è un’esperienza splendida, soprattutto quando si incrocia “Oceanomare”, il pezzo più bello e ispirato tra i sette in scaletta. Brani che sono stati scritti e concepiti in periodi diversi, uniti in un disco comunque omogeneo soprattutto nelle sonorità e nelle strutture dei pezzi.

Promossi.

L’oscurità e l’intimismo la fanno da padrone in questa gradevolissima mezz’ora di musica. Gli inserti di sax, soprattutto in “(Ri)torna” e “Oceanomare”, aumentano il tasso di malinconia e pathos, in un climax ascendente di emozione presente in tutti i brani dell’album. Non si può negare che, concluso l’ascolto del disco, si possa sprofondare in un senso di tristezza e pesantezza non indifferente. Non c’è spazio qui infatti per episodi solari e allegri, ma solo per suite riflessive e minimali. Un buonissimo lavoro, soprattuto quando la band decide di osare di più (“Il Sole E La Sorte”) inserendo ritmi più veloci ed energici. Straziante e coinvolgente, poco immediato ma comunque apprezzabile.

Pro

Contro

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