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  • Mercury Rev: Snowflake Midnight

    Mercury Rev

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Dream Pop, andata e ritorno

Quelli che la distorsione è come una religione, come flussi di coscienza si riversa addosso cucita a orchestrazioni e cascate di tastiere pad o solistiche. Quelli che lo shoegaze non è mai morto. Quelli che, come vecchi punkettoni con la cresta brizzolata, rincorrono con denti e passione un mito dato dai più come deceduto. Quelli che l’omogenia tra sintetizzatori e chiatarre fino a non sapere più chi sta suonando cosa.

Questa potrebbe essere un’ottima sintesi del nuovo lavoro dei redivivi Mercury Rev, divenuti paladini di un dream pop declinato all’indie nel decennio scorso. Erano stati dati per finiti dopo il tonfo, nel 2005, di “The Secret Migration”, che non aveva saputo dare un giusto seguito al consenso raggiunto anche grazie al successo di pubblico di “All Is Dream”. Ed invece a volte ritornano, come diceva il famoso scrittore, loro conterraneo. E ritornano, se non in pompa magna, con un onesto lavoro, carico di emozioni e buone canzoni che mescolano con maestria ed eleganza passato e presente.

Apre le danze una “Snowflake In A Hot World” che mette subito in chiaro quale sarà il viaggio nel quale verremo accompagnati dai quattro newyorchesi. Una ballata/non-ballata, leggera ma deflagrante, che colpisce dove più fa male senza lasciare lividi, con aleggiare di bassi e tastiere nascosti da un ritmo incalzante di batteria. Ritmo che, più o meno, accompagnerà tutto l’album, rendendosi quasi concept dello stesso. Ritmo che viene sottolineato in pezzi come “Runaway Raindrop” e “Dream Of A Young Girl As A Flower”, con il loro andamento sognante sporcato da beat elettronici, destrutturato come nella piacevolmente pop “Senses on Fire” e nell’elettronica “A Squirrel And I”, o nascosto come nella sognante “People Are So Unpredictable (There’s No Bliss Like Home)”.

Attendendo di ascoltare “Strange Attractor”, registrato nelle stesse sessioni di questo lavoro, possiamo azzardare un rientro alla grande di un gruppo che merita ancora incensi, ma che ancora deve mettere a fuoco il percorso da intraprendere prima di poterci far gridare al capolavoro.

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