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Meshuggah: Rare Trax

Pausa pranzo per i Meshuggah

Che band incredibile: cinque folli che in quindici anni di carriera sfornano tre full length, EP di sperimentazioni fuorvianti e sghembe, mischiando tecnica, innovazione, contaminazione e violenza. Almeno uno dei loro album è va annoverato tra grandi capolavori degli ultimi venti anni (“Destroy Erase Improve”). Tutto ciò per non parlare dei loro testi, tanto intricati quanto profondamente rivelatori, specialmente quelli scritti da Thomas Haake, funambolico batterista dell’ensemble. In altre parole: cinque grandi artisti. E dopo un silenzio prolungato, cosa fa la band in questione? Pubblica una stralunata collezione di rarità e inediti (oltre a tre video, uno dei quali ricorda non poco il “Vulgar Video” dei compianti Pantera). Le dieci tracce audio coprono periodi differenti della produzione dei Meshuggah, dai loro inizi (troverete alcune registrazioni tratte dalla loro prima uscita, “Psykisk Testbild” del 1989), ai tempi recenti: sono qui presenti le versioni demo di brani come “Abnegating Cecity” (da “Contraddiction Collapse”) o materiale registrato e poi tagliato fuori dagli album come “Don’t Speak” (la migliore del lotto), c’è spazio per il remix di “Concatenation” e per episodi tanto sorprendenti quanto interessanti. È il caso (oltre alla citata “Don’t Speak”) dell’opener, “War”, simpatico esempio dell’attitudine grind della band, e soprattutto della conclusiva “The Ayauhasca Experience”, un delirio allucinante tra dissonanze, noise e sovrapposizioni. Altra chicca, il costante cambio di lineup che caratterizza la tracklist: potremo allora ascoltare Jens Kidman suonare la chitarra, tanto quanto Fredrik Thordendal cantare. Curiosità, in ogni caso: questo è il nocciolo della release, una collezione di dettagli molto appetibili per i fan, qualche song valida, in un contesto globale che però rimane distante dall’imprescindibilità che caratterizza le altre release ufficiali del gruppo.

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