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Metal Estremo Italiano: 3 Piccoli Porcellini Incazzati

Le tre band italiane che presentiamo, tutte al debutto su My Kingdom Music, sono autrici di metal estremo di indubbio valore. L’unica pecca, sconfortante quando si parla di band “giovani”, è la totale assenza di originalità. Non dicono niente di nuovo, anche se lo dicono bene.

SYMBOLIC – “ENGRAVED FLESH
Chi sono? I Symbolic sono una band napoletana nata nel 2003 che dopo 3 promo arriva finalmente all’LP. La formazione, ormai solida, è stata recentemente arricchita dal nuovo cantante Diego, decisamente migliore del precedente.
Cosa fanno? Sintetizzando potremmo dire “extreme polish metal”. Dentro “Engraved Flesh” troverete il death black dei Behemoth, le parti cadenzate dei Decapitated e quelle più ignoranti dei Vader. C’è spazio anche per qualche indovinato richiamo alla scuola svedese, come in “Wingless”. La produzione è potente e perfetta per il loro sound.
Consigli non richiesti: più personalità. Questo è un album formalmente molto buono, composto e suonato bene, ma che si limita a riproporre piuttosto che proporre.

INFERNAL ANGELS – “MIDWINTER BLOOD
Chi sono? Nati nel 2002, gli Infernal Angels attuali hanno ben poco in comune cone la band originaria, a causa dei numerosi cambi di formazione orchestrati dal frontman Xes. “Midwinter Blood” è il loro secondo album e sono dei veri blackster, truccati e pieni di borchie.
Cosa fanno? Black metal senza compromessi ma suonato e prodotto impeccabilmente. Il sound divora influenze dalle scene norvegese e svedese sintetizzando tutto in canzoni coinvolgenti e ben bilanciate tra violenza e melodia. Il trittico iniziale “Prologus Odii” – “Melody Of Pain” – “Midwinter Blood” offre un chiaro esempio delle loro doti compositive. Peccato per qualche calo di tensione durante l’ascolto.
Consigli non richiesti: struccatevi!

IN TORMENTATA QUIETE – “TEATROELEMENTALE

Chi sono? Attivi dal 1998, i bolognesi In Tormentata Quiete hanno già debuttato 4 anni fa con un album omonimo. Sono in 6 e hanno un approccio intellettualoide all’estremismo, evidente fin dai titoli delle loro canzoni.
Cosa fanno? Sostanzialmente black metal venato di progressive. Quindi composizioni in media superiori ai 4 minuti con strutture cangianti ma senza masturbazioni strumentali. “Teatroelementale” è un album equilibrato nel quale confluiscono atmosfere norvegesi e melodie epiche che si frangono con soluzioni più estreme. Il paragone con i Solefald sbandierato nella presentazione s’intravede negli episodi migliori come “L’Alchimista”, dove si colgono echi delle ultime produzioni di Cornelius e Lazare – quindi più epicume e meno avanguardia.
Consigli non richiesti: osate di più, fate germogliare il seme avantagrade e la decantata teatralità, qui solo accennata. Migliorate anche la produzione, troppo scarna.

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