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Metalcore: Una scena musicale in veloce declino

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Mai genere fu abusato, stravolto e consumato come il metalcore.
All’arrivo delle prime band, accolte in maniera più che positiva, sia in ambiente internazionale che underground, si è subito pensato ad un upwelling sonoro, con tanto di nuove influenze interessanti e spunti che sembravano portare a qualcosa di importante e duraturo.
Ma in breve tempo l’oceano musicale si è ridotto ad una pozza ristagnante, la fioritura di band era ed è, diventata insostenibile e incontrollabile, tanto da arrivare alla totale anossia.

Ne sono un esempio i Callejon con il loro secondo disco “Zombieactionhauptquartier”; questo album è il simbolo del malessere del genere, in cui compaiono suoni che sono oltre il già sentito e sfociano nel tedio, l’aspetto nauseante di tutto ciò è dato da come la band cerca di vendere il prodotto come interessante e sperimentale, dimenticandosi che vi sono già passati prima due gruppi connazionali come i Caliban e i Neaera. Loro propongono invece un mal riuscito taglia e cuci di screaming e campionature, risultando di conseguenza soltanto un progetto disordinato.

Il declino è presente anche a più alte latitudini.
Come abbiano fatto i finlandesi Godsplague ad arrivare al terzo disco in studio resterà un mistero glorioso. La loro è una riproposizione pedissequa e senza vergogna alcuna di quello che i Pantera facevano su “Vulgar Display Of Power” e dischi successivi, con qualche concessione alla modernità metalcore. Zero personalità, zero perizia strumentale, zero idee: se ne sentiva il bisogno?

Sono tante le domande, ma le risposte appaiono cupe e pessimistiche, così come il senso di insoddisfazione che accompagna il prossimo ascolto.
Trattasi del album degli italiani The Modern Age Slavery: “Damned To Blindness”.
In questo particolare caso è apprezzabile come il lavoro risulti avanti rispetto all’ambiente dell’underground italico, la band assume un modus operandi europeo che prende in considerazione ogni aspetto, dalla copertina alla tecnica, andando a marcare sonorità tipiche brutal-death e intoducendo buone linee vocali, ma tralasciando forse il fattore necessario dell’inventiva, sembrando così un piacevole mix tra le sonorità classiche degli Aborted e la pazzia dei Cephalic Carnage.

Se l’avvento iniziale sembrava preludere ad una boccata d’ossigeno, spiace confermare che la situazione ora è critica e sembra destinata all’estinzione (speriamo).

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