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Metallica a Milano per il Sonisphere 2015, report live e scaletta

Il Postepay Milano Summer Festival all’Assago Arena, si apre con una giornata all’insegna del rock più duro col Sonisphere 2015. Sul palco i Three Days Grace, i Gojira, i Faith No More ma soprattutto i Metallica per il loro unico concerto in Italia.

 

Metallica è un super brand per taluni, l’incarnazione dell’heavy metal per altri, una band ora più che mai devota alle prestazioni dal vivo per altri ancora. Tutti costoro – una massa immensa di persone – si sono ritrovati pigiati l’uno all’altro al Sonisphere 2015 a Milano, pur sapendo che in fin dei conti girava tutto intorno ai Metallica.

Non che le band di supporto abbiano sfigurato. I Three Days Grace hanno portato un cantabilissimo apporto di alternative rock, i Gojira hanno dimostrato – se ce ne fosse stato il bisogno – la loro credibilità quale brutale macchinario di metal estremo, senza fronzoli né sbavature. E poi sono saliti sul palco (per l’occasione riempito di vasi di fiori e teli bianchi) i Faith No More di Mike Patton, un musicista che è come un’isola nel mare del metal che lo precede e succede, scanzonato e sboccato, eppure terribilmente concreto in musica. La loro esibizione si chiude con “We Care A Lot” passando per “Epic”, “Digging The Grave” e la cover “Easy”.

James Hetfield e compagni cominciano invece col piede sbagliato, facendo attendere il pubblico assiepato per mezz’ora di troppo. Quando attaccano dopo la “sigla” di Ennio Morricone, tutti sanno che sarà proprio con “Fuel” che si aprirà lo show dei Metallica. Il mestiere del gruppo esce però brano dopo brano, pausa dopo pausa: ecco dunque che i brani guadagnano credibilità col trascorrere dei minuti, ecco che l’esecuzione tecnica sembra affinarsi, la band unirsi e il pubblico accrescere le acclamazioni. L’uno-due “Disposable Heroes” – “The Unforgiven II” è disorientante quanto riuscito in maniera strepitosa e sui brani più recenti si sorvola senza eccessiva stanchezza.

L’incalzare ossessivo di “The Frayed Ends Of Sanity” fa da antipasto a “One” e, soprattutto, a una “Master Of Puppets” che potrebbe essere in playback, tanto l’esecuzione è pulita. L’album “Ride The Lightning” (1984) domina incontrastato con quattro brani in tutto e anche in “Fade To Black” Hetfield canta e non eccede con i vari “Yeah!” che è abituato a infilare ovunque. Prevedibile il bis, rimangono fuori svariate perle della carriera delle band, ma è del tutto inevitabile. I Metallica hanno suonato per due ore, si sono dimostrati più che solidi e hanno retto un palco di dimensioni enormi. Giù di sotto, il pubblico è quasi a pezzi per la fatica, ma soddisfatto: la leggenda è viva ed è reale.

 

Scaletta dei Metallica, Milano 2015:

The Ecstasy of Gold (Ennio Morricone song)

Fuel

For Whom the Bell Tolls

Metal Militia

King Nothing

Disposable Heroes

The Unforgiven II

Cyanide

Lords of Summer

Sad But True

Bass solo

The Frayed Ends of Sanity

One

Master of Puppets

Fight Fire with Fire

Fade to Black

Seek & Destroy

 

Bis:

Creeping Death

Nothing Else Matters (termina dopo il bridge)

Enter Sandman

 

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