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    Methel & Lord

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Steps Of A Long Run

Methel & Lord hanno deciso di unire in un unico album più generi: idea non originale ma sicuramente d’effetto, in un disco dove non manca certo la fantasia né l’improvvisazione tipica di chi compone divertendosi e lasciandosi andare anche alla sperimentazione. “Steps Of A Long Run”, edito dalla Point Of View Record, si può rivelare una buona sorpresa, dal sapore sicuramente artigianale che sfugge al consueto processo di creazione: brividi jazz, emanazioni elettriche, folk ballads e qualche tremore funk, un po’ sintetico un po’ vintage. Si percepisce una divagazione dalla consueta traiettoria della musica indipendente, curve oblique, colpi di testa e irriverenti sviluppi melodici, atmosfere emozionanti ed un’incredibile forza evocativa.

Una creatività priva di schemi, insomma. E il tutto condito dall’ingrediente principale: un mix di dramma, burla e grottesco. Si va da “Washed Untrue”, soft-ballad acustica dalla consueta trama vocale ma a tratti criptica; fino a “Granfather”, brano strumentale dalle atmosfere rarefatte ed enigmatiche, sviluppato in tensione su uno splendido tema di chitarra. Strade deserte in paesaggi urbani notturni, tinte psichedeliche, sinfonie crepuscolari e citazioni vivaldiane.
[PAGEBREAK] Methel, compositore, chitarrista e cantante, arrangia insieme a Lord musiche di matrice classica con sonorità elettroniche che spezzano la naturale ritmicità delle composizioni, creando un particolare sound espressivo ed evocativo. Provenienti da differenti regioni e radici culturali, adottano per i testi delle loro canzoni una sorta di inglese mediterraneo, slang che attinge parte delle sue influenze dalla cultura latina ed europea.

Il gruppo nasce negli scantinati della casa dello studente dell’università la Sapienza di Roma, dove il neo laureato in psicologia Gianmarco Carlucci, in arte Lord, incontra Sergio Erasmo Ferrari, Methel.

Difficili da catalogare, ma impossibili da dimenticare. Un’attesa durata quattro anni, per un risultato che vale la pena assaporare.

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