Home > Recensioni > Method Of Defiance: Nihon

Love it or Hate it

Non crediate a chi vi dice: È DUB.
Non è il dub che pensate voi.
C’è parecchio ambient e un mucchio di fischi. Un po’ di funky e cosette varie che ora non sono più molto di moda. Ci sono gli organetti, tanto per dire. Però la sperimentazione stessa non è estrema.

Ci sono pezzi interessanti, come il più dub (oh! un bel basso cicciotto che fa avanti e indietro e una batteria secca e precisa) “Black Rain”, con anche una linea di cantato. Basso / batteria alla Police che tornano in “Chamber Seven”, dove i ritmi, come in “Dark Heat”, si abbassano. Alcuni pezzi, come “Method Exit Dub”, sono meno pretenziosi e più divertenti, anche se propriamente nessun brano, tra quelli suonati dalla band, è ballabile.

Se vi piacciono i Naked City, vi piacerà di certo questo album dei Method Of Defiance.
Ma c’è anche il dancehall, l’ambient e il futurist rock nel disco. E un sacco di organetto.

Pro

Contro

Scroll To Top