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  • Metibla: Hell Holes

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Umori divergenti

La mente di questo progetto, Riccardo Ponis, inizialmente aveva concepito questo disco da solo ma poi le cose sono cambiate. Si sono aggiunti personaggi del calibro di Paolo Alvano dei Kardia e Giovanni Bottone degli Inferno e il progetto “Metilba” con il nome di “Hell Holes” è diventato più ricco ed elaborato.

Questi 10 brani provengono tutti da momenti e anni diversi e risultano un marasma disomogeneo di stili: al primo ascolto sembra un disco new wave ma subito dopo i brani si trasformano in indie pop, per poi passare all’elettronica e la sferzata finale che traforma il tutto in ritmiche più pop melodiche. Un vero piccolo capolavoro è il brano “Molly” che conclude il disco ma sembra dare il via a nuove aspettative future. Un disco originale e curioso, mai incerto nel susseguirsi dei brani.

Generalmente se la nostra giornata è iniziata male ascoltiamo “The End Of The World” dei Cure oppure, se la nostra è una gran bella ed energica giornata, ascoltiamo “Peolple Have The Power” di Patty Smith. Con questo album invece riemergono in superficie in modo involontario tutte le nostre emozioni in nemmeno 50 minuti di album.
Ed è la prima volta in assoluto che la cosa non ci disturba per niente! Immaginate di ascoltare “Hell Holes” durante un viaggio in macchina, dove gli scenari cambiano di minuto in minuto e capirete il potenziale di questo album. Grandi!

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Contro

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