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Ancora core

“Da qualche parte tra The Cult e Slayer”, questo ci dicono le note promozionali di “Fresh Kill Daily”, nuova release dei Mevadio, altra band proveniente dalla un tempo sterile Danimarca – nazione oggi ben in vista grazie a ensemble come Mnemic e Hatesphere. Delle band citate, in realtà, ci sono ben poche tracce, forse appaiono qua e là gli Slayer di “Diabolus In Musica”, perché tanto è inutile girarci intorno: il genere proposto è, volenti o nolenti, metalcore. Più core, che metal, a dire il vero, e questo emerge, nonostante ritmiche intricate di un certo spessore, in virtù di vocals e soprattutto suoni. La produzione, curata dall’onnipresente Tue Madsen (il Ross Robinson del XXI secolo?), è infatti piuttosto ruvida e diretta, con chitarre graffianti e sezione ritmica ben poco elaborata. Niente trigger, né elettronica in eccesso: i Mevadio puntano sulla veracità, e questo depone a loro favore, come positivi sono certi intrecci chitarristici di flavour epico (alla maniera dei Mastodon, però, niente pacchianerie da queste parti), specie quando appaiono inserti solistici d’interludio (o nel bell’incipit, che richiama da lontano i grandi Extol) che ben si sposano con armonizzazioni che sembrano emo ma nascondono un’intensità senza dubbio più palpabile – nonostante una voce che quando sbraita a caso sembra davvero scimmiottare troppo l’imperante trend del ‘frangetta metal’. Il disco scorre via piacevole, sulla scorta di un sound forse non molto incisivo, ma senza dubbio non palesemente riconducibile a questa o quell’altra band. Fatto raro, di questi tempi, ed è per questo che vale tutto sommato la pena di concedere ai Mevadio almeno una chance. Anche se la Danimarca, sia chiaro, continuerà ad essere ricordata soprattutto per Hatesphere e Mnemic.

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