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Mi ameresti dopo due giorni?

Dopo i corteggiamenti, gli appuntamenti amorosi di venerdì e sabato è arrivato il momento degli addii e dei saluti. Oggi è domenica, l’ultimo giorno del Mi Ami, ma teniamo la tristezza il più lontano possibile perché la giornata è lunga e colma di prelibatezze musicali.
La gente all’esterno del Magnolia si confonde tra i primi adoratori di questo rock targato italia e chi vuole invece solamente passare con i rispettivi parenti un pomeriggio all’interno dell’Idroscalo. Le due aree adiacenti sono solo divise da una rete metallica dove in questi giorni i visitatori del parco spesso si soffermavano, attirati da “strani rumori”, a vedere incuriositi questa onda di ragazzi dediti al rock’n’roll; va tutto bene, l’amore è anche curiosità.

Anche oggi si parte dalla collinetta di Jack che, per importanza e dimensioni, è il secondo palco del Mi Ami, preceduto dal Pertini, dove invece si esibiscono i vip, diciamo così, del rock italiano. Il silenzio della collina viene invaso dal suono di una voce e da una chitarra acustica: ha iniziato a suonare Vincenzo Fasano, cantautore folkloristico che nonostante il caldo riesce a strappare applausi dalle persone che hanno timbrato il cartellino della manifestazione fin dai primi minuti. Rispetto a ieri l’intensità musicale e il rock rabbioso arrivano prima, infatti sul palco si stanno posizionando i Nadàr Solo. Il loro live non delude e il suono dell’aereo che vola basso per raggiungere l’aereoporto di Linate si confonde con i saluti e i ringraziamenti di Matteo, cantante e bassista dei Nadàr. Si sta troppo bene sulla collinetta e fa ancora troppo caldo per decidere di muoversi, così assisto anche al concerto dei Wora Wora Washington, che producono un elettrorock così potente da creare quasi delle onde sul lago artificiale dell’Idroscalo.

Sul versante palco Pertini i Tigers Of Mompracem strappano applausi grazie alla vena rock psichedelica che li contraddistingue, ma dal backstage si riesce a intravedere qualche persona che indossa delle tute colorate: non ci si può sbagliare, tra poco tocca ai Sikitikis. I loro live, come anche questo del Mi Ami, sono caratterizzati dal ritmo e dalla grande personalità di ogni componente di questo gruppo cagliaritano, che trova sempre il magnetismo giusto per attirare la gente sotto il palco e iniziare a farla sudare per bene tra canti, urla e danze.

Oggi però non bisogna scordarsi che è l’ultimo giorno, anche l’amore più vero dovrà finire prima o poi e, per sottolineare queste emozioni che regnano in ogni spettatore presente al Magnolia, salgono sul palco due gruppi che di brividi ne regalano a chili. Mentre il crepuscolo diventa notte e le stelle incominciano a brillare nel cielo sopra di noi, sul palco si presentano i Virginiana Miller e, a seguire, i Perturbazione. Cosa vi posso dire? Difficile raccontare certe sensazioni e la pelle d’oca, se c’è un senso o una morale in questa manifestazione del Mi Ami probabilmente risiede in questi due gruppi: mentre suonano le loro canzoni mi sento fiero di essere italiano e ascoltare musica di gran spessore made in Italy. Grazie Mi Ami!

Arrivano buone notizie anche dalla collinetta, i Brunori SAS e i My Awesome Mixtape contribuiscono alla causa italiana con delle ottime esibizioni. Rispetto agli altri giorni c’è meno gente, ma è ora di lasciar da parte le tristezze e gli addii, è arrivato il momento di festeggiare per tutto quello che questo festival ci ha regalato, è il momento dell’ultimo ballo, quello in maschera. Sì, è proprio così, le maschere sono dei Tre Allegri Ragazzi Morti e il loro reggae rock non lascerà nessun segno di tristezza in nessuno di noi. Davide danza, suona, canta e saluta ringraziando tutti quelli che hanno lavorato per il Mi Ami, il pubblico applaude sfinito dopo aver seguito il ritmo delle canzoni dell’ultimo album dei TARM e qualche loro pezzo storico.

Questa sera è impossibile non resistere fino alla fine e trovare la voglia di ballare con il dj set del palco Pertini. Inutile negare che, comunque, l’amore che in questi tre giorni ha invaso il nostro corpo passando dalle orecchie (che fischieranno ancora per due o tre ore), rende il Mi Ami uno dei più importanti festival musicali della nostra nazione, e tutto quello che rappresenta il nostro modo di fare italiano ci deve rendere fieri soprattutto se è ben fatto, come la musica che abbiamo ascoltato al Magnolia in questi tre giorni. Grazie a tutti, soprattutto a Tobia per le foto.

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