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Mi Ami Festival 2018, l’edizione dei sogni

Numeri record per il Mi Ami Festival. Si è concluso soltanto da qualche giorno l’edizione 2018 ospitata dal Circolo Magnolia nei giorni 25 e 26 maggio e organizzata dall’agenzia BetterDays e dal portale musicale Rockit.it. E ancora non ci siamo del tutto liberati di quella sensazione di festosità e spensieratezza che ci ha travolti per due giorni interi. Sicuramente non ce ne dimenticheremo così facilmente. E va anche bene così. Del resto, sono anni che in tantissimi attendono il momento “Mi Ami” per poter dire finalmente “benvenuta stagione estiva” e godersi tanta bella musica con gli amici, ma quest’anno in particolare è stata decisiva la scelta di una line-up già gradita al pubblico.
Per la prima volta in assoluto c’è stato un sold out che purtroppo ha penalizzato i più ritardatari che fino all’ultimo hanno tentato di trovare qualcuno che ci ripensasse, e invece: no biglietto no party.
La serata di venerdì, in effetti, ha avuto il suo perché. Grande affluenza per i Coma Cose tra l’altro abbastanza carichi e attesissimi dai loro fan, stesso discorso impossibile non farlo valere per Cosmo, Galeffi che ci ha regalato anche una versione rivisitata di “Pop Porno” de Il Genio, e gli Ex Otago (unica data estiva). E poi… una bella sorpresa: Calcutta. Il “re dell’indie” è salito sul palco alla 1 di notte in occasione dell’uscita del suo nuovo album “Evergreen”. Ospite improvvisato anche Giorgio Poi al fianco Frah Quintale, presenti anche i rapper Ketama e Pretty Solero con Generic Animal, e Dutch Nazari sul palco con Willie Peyote. Infine Jennifer dei Technoir con Go Dugong.

Ma il programma di sabato sera non è da meno, e la festa continua. Qualche presenza in meno ci consente di spostarci più facilmente senza il rischio di collisioni varie da farci perdere la nostra birra. Sul palco si balla con i Tre Allegri Ragazzi Morti, Selton, Dj Gruff, Germanò, Colapesce. Anche le donne protagoniste di questa edizione si fanno valere. Apprezzatissima Maria Antonietta, senza tralasciare le due ragazze con la chitarra Giorgieness e Mèsa. Inoltre, sono passati 20 anni dall’uscita di “Acido Acida”, e i Prozac + ci hanno dimostrato, per nostra grande gioia, che non sono cambiati di una virgola.

È stato un MI AMI importante, indimenticabile e luminoso, che ci racconta di un Paese in cui c’è molta voglia di musica in cui riconoscersi e un evidente desiderio di concerti, festival e situazioni in cui incontrarsi, farsi sorprendere e stare insieme“, commentano Carlo Pastore e Stefano Bottura, i direttori del Festival. “Il dato più interessante è che per molti spettatori è stato il primo MI AMI di sempre. Si tratta di uno scarto generazionale da non dare per scontato. In questa maniera prosegue il nostro lavoro non solo di scouting e valorizzazione della musica italiana del futuro, ma anche di alfabetizzazione ai Festival di tipo anglosassone/europeo, un modello ancora ‘giovane’ in Italia“, conclude Pastore.

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